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Archivio Ottobre 2005

IL MATRIMONIO STRANO DELL’AMICA STRANA

31 Ottobre 2005 7 commenti


Sabato si è sposata Immacolata. Io arrivo alle 10 dove ci eravamo date appuntamento con le altre Amiche Strane. La prima ad arrivare è Roxi. Io sono in tailleur e sono stivalata. Tanto Imma si sposa in comune, lo stivalazzo può andare. Quando arriva Roxi mi avvicino al finestrino e le dico: trenta la boca scinquanta l’ammore. Lei ride. Lo stivale forse è troppo hard ma ormai..Lei parcheggia e si accorge che le hanno fatto la fiancata. Entra in macchina da me e si finisce il trucco. Dice: I capelli mi stanno male, dimmi la verità. Non le stanno male per niente, la convinco un po’ le dico che c’ha i capelli lussuriosi. Arriva Nina insieme a Lenticchia che si è portata la digitale professional con tanto di mazza-zoom e sembra una reporter. Roxi mi dice che se era un uomo lei si innamorava di Lenticchia. Nina è preoccupata perchè si è accorta,dice, di essere vestita da cubista, ma non è vero. Arriviamo. Arriva anche Immacolata, gnocchissima. Truccata. Mai vista truccata così. Trema un po’ e non ci bacia per non farsi scollare la faccia truccata. La mamma di Imma è uno spettacolo. Sempre stata una tranquilla signora, arriva da me e Roxi. Agitata signora? Lei: Ma manco per il cazzo. Io e Roxi capiamo che non solo è agitatissima, ma proprio è fuori come un balcone. Imma non ci crede che sua madre ha detto così. Sindaco, fascia, bla bla, ufficiale, documenti. Sì ma noi vogliamo vedere Imma che si bacia come una sposa col marito. Mmmmùà.
va là. Un quarto d’ora ed è Signora. Andiamo. Verso questo ristorante sperdutissimo. Roxi, leggi sta cartina. Ma tra un racconto e l’altro, Roxi con la cartina in mano si accorge che stiamo andando a briglie sciolte. Cioè proprio a cacchio. A muzzo. Non sappiamo dove siamo. C’è una rotonda. Nina è dietro di noi. Crede che io stia girando da due minuti intorno alla rotonda per sport. Invece non so dove andare. Lei cambia strada. Ci ritroviamo dopo un po’. Ah, ecco. IL ristorante è là. Arriviamo. C’è l’aperitivo e c’è un pratino, e i tacchi hard mi affondano nel terreno.
Ci sono gli amici oland-turchi di Immacolata. C’è Nina che da due anni non fuma più. Dice: Ho deciso di ricominciare a fumare. Lenticchia si fa fotografare con la sigaretta in mano. Vuole fumare anche lei ma tossisce perchè ha i polmoni vergini. Il fotografo chiama Imma: Signora, scusi…AAAAHHHH Ommmioddio. Signora. Eppure è così. La mamma di Imma continua con le sue perle di saggezza. Aaaaah bello il piumone che le avete regalato. tutto bello rosssso. Sembra un vulcaaaano! aaaah, appena lo usa rimane incinta!! Il tipo che suona mentre mangiamo è innamorato di Roxi. Appena lei si alza lui parte: E’ sempre un bel vedere!
Dico a Nina: Mi sale la gonna. E lei: Mi scendono le calze. La mamma di Imma balla un tango da sola. Dice che le vien meglio. Roxi vorrebe ballare la danza del ventre perchè la studia ed è capace. Nina invece c’ha le unghie nuove perchè ha fatto il corso per imparare a restaurare le unghie.
Io devo fare un corso per abituarmi al fatto che Imma è una signora.
Le dico: Vieni ancora alle cene strane ora che sei una moglie? E lei:
mmmminchia. Più di prima.
E’ ancora lei. Meno male.

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LA STRANA FIGLIA DEL MACELLAIO

27 Ottobre 2005 24 commenti

La vedo tutte le mattine, con la sciarpona sulla faccia, perchè lei la mattina esce presto. Di lavoro fa la figlia del macellaio. Da sempre. Non mi ricordo di averla mai vista fare altro. Solo quando eravamo piccole, me laricordo con il grembiulino dell’asilo. Oppure non l’ho mai vista all’asilo, é la mia immaginazione. Forse vederla sempre col grembiule bianco insanguinato mi turba allora me la immagino col grembiulino a quadretti rosa e bianchi. Mi è capitato di passare serate con gente di cui ora non ricordo manco il nome, e c’era anche lei. Senza grembiule da macellaia mi sembrava così strana, come se le mancasse qualcosa.
Poi l’ho vista al supermercato, con i capelli finti, le “estenscion”. Ed era tutta contenta di avere queste ciocche di plastica. Mi è sembrata un po’ svampita e trascurata. Forse ha qualche pensiero. Forse si è come dire, anche un po’ rotta i coglioni di affettare prosciutto o di pesare trippa e sottofiletti. Una volta mi ha fatto pagare un etto di prosciutto cotto 5 euro e 50. Le ho detto di tagliarmelo sottile sottile, lei mi ha chiesto se volevo quello più buono o quello in offerta. Ma che cacchio di domande, quello stra-buono. Va là. Cinqueeuriecinquanta.
La vedo ogni tanto al bar che fa la pausa. Io prendo il caffè. Lei si ordina l’insalatona. Potrebbe andare a casa. E tornare dopo a macellare. Invece no. Ligia al dovere.
A volte la vedi andare a prendere l’aperitivo con qualche amico al bar vicino alla macelleria. Arriva con le ciabatte e il grembiule insanguinato.
Non si fa il minimo problema. Lei macella, eh. Mica c’è da vergognarsi.
Si beve l’aperitivo, si mangia due olive con le strisce di sangue di mucca sulle maniche. Ho anche pensato delle cose su di lei:
magari lei è una vampira. Una vampira che esce anche di giorno perchè tanto non si indebolisce mai in quanto ha sangue a disposizione a volontà.
Ma la vera cosa che penso è che lei un giorno leggerà queste cose, si incazzerà e una sera la incontrerò al bar all’ora dell’aperitivo e si avvicinerà e dalla sua tasca spunterà una mannaia o un machete. E farà una strage. Ci farà tutti a fette. Con il suo grembiule insanguinato e le ciabatte.

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LE SVENTURE DELLA PROMESSA SPOSA SVENTURATA

Questa è una mail che Immacolata ha spedito a tutte. La prima parte l’ho persa, ma diceva più o meno che dopo una notte di bagordi con futuro marito, amici turchi e superalcolici turchi ha deciso di collaudare il nuovo letto col maritino futuro. Ma…. Lasciamo la parola a Imma, baci, Deeva.

la vita e le avventure della sventurata” riassunto delle puntate precedenti:
ho trombato e si è rotto il profilattico.
NUOVO EPISODIO
il giorno dopo(domenica)mi sveglio all’alba…come se avessi dormito di notte…forse sì ho dormito un paio di minuti giusto il tempo di sognare che avevo un bambino…. bè alle 9.00 esco di casa in tutta fretta per recarmi all’ospedale mentre sto guidando penso:”e ora al pronto soccorso ci saranno decine di persone in attesa che nn si faranno di sicuro i cazzi e sentiranno quello che devo dire…miii che scazzo!!!” arrivo e non c’è nessuno”meno male” penso;quindi suono al ricevimento e compare una cicciona con l’ombretto azzurro(ditemi voi cosa vado a notare in certe occasioni…), la guardo e penso”e mò che le dico?!” è invece lei che mi dice”mi dica pure, la sto ascoltando…” ed io mi faccio forza e le dico”si ehmm un attimo; sto formulando la domanda….” e poi “AVREI BISOGNO DELLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO”e lo dico tutto in un fiato! al che lei mi dice”bè bisogna vedere se è di turno un medico che la vuole dare…” O MIODDDIO e che vuol dire?io la DEVO prendere!che cazzo ci faccio con un gagno in braccio??!!manco li so tenere che ho paura che si sloghino tutti!!! cmq alla fin della fiera vado al 5° piano reparto ginecologia con tutte le partorienti in mezzo a fiocchi azzurri e rosa ad aspettare la ginecologa. entro intimorita e prona da lecchina e cacasotto. espongo l’accaduto e la dottoressa come primo commento mi dice”eh si rompono sempre qs profilattici” ma col tono di chi è scafato e qs scusa l’ha sentita almeno 200 volte; al che in una frazione di secondo io penso”ok allora se mi chiede le dico che ho avuto un rapporto con uno che a malapena conosco e che magari è pure drogato perchè se le dico che l’ho fatto con il mio futuro sposo questa mi manda via con un calcio in culo e senza pillola!” alla fine mi prescrive sta benedetta pillola ed io corro subito all’unica farmacia aperta dove chi c’è?solo una vecchia dottoressa babbiona che NON MI VENDE LA PILLOLA DICENDO CHE NON CE L’HA!!esattamante dice:”eccone un?altra “….echedevopensareio? sta stronza!e si che sono tenuti a dartela anche perchè è questione di tempo, prima la prendi e + è efficace quindi tel all’892424(almeno claudio bisio serve a qualcosa…)e mi faccio dire la farmacia + vicina aperta finalmente alle 11 del mattino trovo e prendo STA BENEDETTA PILLOLA DEL GIORNO DOPO. the end (spero!!)

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OSSERVO

24 Ottobre 2005 16 commenti


E’ quando ride che metterei il fermo immagine. Per vedere i suoi occhi brillare. E poi riavvolgerei il nastro mille volte per risentire la sua risata. Per questo che mi ha colpita. Perchè non tutti sanno ridere così.
Quando si innervosisce mi piace perchè non eplode mai subito. Mi piace quello sguardo con gli occhi che si guardano intorno per qualche istante e quel respiro più lungo degli altri che anticipa le sue parole: “Allora, ascoltami”. Ed io ascolto. E osservo. E quando osservo penso sempre che non avevo osservato abbastanza. Mi piace il suo sguardo incuriosito quando fa finta di non aver capito qualcosa. Mi piace come dorme, che non si muove per tutta la notte. Osservo. Quando mangia non parla mai. Quando guida si sdraia sul sedile e vuole sempre ascoltare una canzone precisa. Osservo. Le sue mani sono forti e rosa. Che quasi non lo diresti. E non lo diresti mai che se dice no è NO. Mi ha insegnato tante cose. Ad esempio che non si deve mai pensare ai “Ma” e ai “Se”. Una volta gli ho fatto una di quelle domande del cazzo: se ti dicono tra un’ora muori, cosa vorresti fare? E la sua risposta mi ha sconvolta per la semplicità e la fermezza con cui ha detto: Niente. E non è da tutti, cazzo. Voglio fare qua, voglio fare là. Se stai bene con te stesso rispondi “niente”. Che invidia mi ha fatto.
Io sarei scontenta…direi cazzo devo fare questo, voglio fare quello.
Trova sempre la soluzione. Con la calma e la fermezza necessari. Io sono un’impulsiva del cazzo. Come quando apre quel cassetto. Pieno di cavi aggrovigliati. Io inizierei a mettermi le mani nei capelli. Invece no. Uno sguardo con le sopracciglia un po’ verso il basso e tira fuori il cavo giusto. Osservavo le sue braccia ieri e volevo un abbraccio di quelli che ti soffocano. Invece ho solo osservato. Le maniche della maglia nera tirate sù. L’avambraccio scoperto la pelle rosa. Il cacciavite in mano. Il viso serio serio. Cazzo, pensavo. Meno male. Meno male che ci sei. Perchè sai ridere, perchè mi hai fatta ridere, perchè sei forte, perchè sai sempre cos’è che non si deve dire. Perchè sai sempre come fare. Perchè non perdi subito la calma. Perchè non ti sono mai interessate le cose che fanno solo perdere tempo. Una volta mi hai scritto: sto cercando di colmare un vuoto. Ed io ti ho risposto che quel vuoto lo avresti colmato perchè hai gli occhi buoni. Meno male che ci sei, perchè hai messo ordine nel groviglio di cavi che avevo qui e hai trovato quello giusto. Meno male che ci sei,che ti piace il sole sulla faccia e che sai dove portarmi, sai cosa fare e cosa dire. Cazzo, a volte ho pensato vorrei essere anche io così. Tu non sai che sto scrivendo queste cose su di te. Io ti osservo. E, cazzo, non mi stanco mai. Meno male……

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MI DA FASTIDIO

21 Ottobre 2005 23 commenti


Oggi mi sono svegliata infastidita e fastidiosa. Devo aver sognato qualcosa che mi ha fatta incazzare. Pollice in alto per il mio inconscio che non lascia riaffiorare al mattino le cazzate che sogno. Non come quando invece sognavo che uccidevo una persona che conosco e che detesto e la nascondevo sotto una’auto parcheggiata! Eh nno?! Oppure quando sognavo che accoltellavo Marilyn Manson dentro ad un museo. Pieno di quadri. (!)
Oggi devo dire cos’è che mi dà fastidio. E vado subito a cominciare:
mi dà fastidio quando mi mordi la lingua mentre mastico un daygum da 2 ore
mi dà fastidio quando parlo e chi ho davanti dice ogni due parole: Eh. Eh.
mi dà fastidio che i camerieri mettano il pollice nel piatto quando ti servono. Mi infastidisce l’oroscopo, mi infastidisce Maria de Filippi con l’ascellazza pezzata. Provo fastidio quando mi viene sonno sul treno e mi addormento e la testa va giù e salto dallo spavento. Mi dà fastidio che quando uno parla mi tocchi, tipo colpetti sul braccio, come per dire: Oh, senti qua. Poi mi dà fastidio quando un’amica crede che tu sia la sua fidanzata, e ti fa le paranoie. Mi dà fastidio chi quando mangia gioca con la forchetta infilzando il cibo che è rimasto nel piatto e che non mangerà più. Mi dà fastidio chi si toglie le doppie punte dai capelli ovunque si trovi. Mi infastidisce quando vedo a casa di qualcuno l’ora sulla sveglia che lampeggia. Ma come la lasci così? A lampeggiare tutta la vita? Ommiodddio. Fermala, bloccala, non si può!
Mi dà fastidio la voce di Paola Perego. Mi dà fastidio la gente che se la tira e che non vale un cazzo. Mi dà fastidio quando al bar mi danno il caffè ustionante o l’acqua frizzante sgasata. Mi dà fastidio il tintinnio dei mazzi di chiavi e chi parlando li scuote. Mi fa venire l’eaurimento nervoso la gente permalosa. Mi dà fastidio quando la gente si piange addosso per le cazzate più assurde…E mi fermo qui. Mi dà fastidio dire cosa mi dà fastidio.

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LA STRANA CENA CINESE

20 Ottobre 2005 1 commento

Ieri sera io e le Amiche Strane siamo andate al ristorante cinese, lo ha scelto Nina, è dietro casa sua. Arriviamo e non facciamo in tempo ad aprire il menu che il ragazzo dal kimono d’oro arriva: Avete deciso? E noi: Ehh.. no.Poco dopo arriva la mamma cinese e chiede se abbiamo deciso. Roxi dice: Ehh più o meno. Lenticchia vuole l’antipasto misto caldo. Io i ravioli di verdure al vapore. Lenticchia inizia a preoccuparsi e chiede alla signoLa se nell’antipasto ci sono le zampe. Giuro, dice proprio così. La signoLa dice solo: Zampe? Non vuole le chele di granchio nel piatto perchè dicec che le fanno senso. Al limite le togli! Ma lei cambia idea vuole anche lei quello che ho preso io. Lavioli di veldula al vapole. Ovviamentemente(come dice Roxi), le portano l’antipasto caldo misto. E con le zampe. Io e Immacolata iniziamo a vivisezionare sti granchi mimetizzati in una poltiglia fritta dalla quale escono ste zampe. Lenticchia inizia a distruggere un involtino pLimaveLa perchè non si fida e teme che dentro ci siano le zampe. Immacolata la precisa che si sposa fra dieci giorni, ordina la pizza alle melanzane perchè ha paura del pollo influenzato.
Torna Bruce Lee e mentre porge gli spaghetti gommosi a Roxi, soffermandosi un po’ troppo sulle sue tette, fa cadere un litro di biLLa cinese addosso a Immacolata. EeeeH! Sposa bagnata, sposa fortunata! Ma lei si incazza. Bruce chiede scusa, ma a Roxi. Noi iniziamo a ridere, a rate: Prima Nina, poi io, poi Roxi e ci si mette anche Lenticchia mentre cerca le zampe.
Arriva il momento del dolce/caffè. Immacolata vuole precisamente il tartufo bianco, Nina si mangia una scodellazza di frutta cinese sciroppata tipo delle pallette bianche viscide e sembra che facciano un po’ schifo,visto che fa delle facce tremende, ma se le mangia tutte. Roxi vuole un caffè. Arriva la signoLa e chiede: Caffè subito? E Roxi dice: Eh, sì grazie. Ma il caffè non arriva. Torna Bruce: Caffè subito? E Roxi: Sì, sì. Subito.
Finalmente Roxi si beve il suo caffè-subito. Andiamo anche a fare pipì io e Roxi. Lei chiusa in bagno inizia a ridere. E dice” Cacasti, Titì? Ah, ah, ti ricordi?” E io non mi ricordo! “Ma sì daii, alla festa di Laura Coltelli alle superiori che Tina è rimasta mezz’ora in bagno e quando è uscita: Cacasti, Titì? Pensa che a casa mia era diventato un tormentone, anche mio oadre lo diceva tipo amia sorella quando stava in bagno un’ora! ” Ed io: Ah, Ah ,Ah! Chi l’aveva detta sta roba?” E lei: “Tuu!” Ah. Non mi ricordo. Lei continua a ridere. Usciamo. Anche perchè nella mia macchina c’è il regalo da dare a Imma (vedere post “Non fatelo mai.”) E’ un pacco enorme ci ho messo mezz’ora ad incartare sto cacchio di piumone etnico con le lenzuola anzi la parure di lenzuola. Etniche. Lei lo vuole aprire. Ma dove, ma qui? E io inizio a urlare: Noo! La carta! Ci ho messo troppo a farlo!! Nooooo! Iniziamo a deambulare sul marciapiede al buio con i tir che passano in cinque a tenere in braccio sto piumone incartato da me. Lo apre sul cofano della mia macchina. Oooooh, bello! Eehhh! Brave!! Grazie…
Puzziamo di fritto da fare schifo. Ci salutiamo. In macchina invece del piumonazzo adesso c’ho Nina. Facciamo due chiacchiere ancora poi notiamo davanti a noi due loschi tipi uno dei due con una bottiglia vuota di vetro in mano tenuta minacciosamente per il collo. Cercano qualcosa nelle aiuole, si guardano intorno. Ci vedono. Nina dice: Cosa fanno? Io dico solo: Oh, cazzo. Metto la retro, ma il vetro è appannato dai discorsi. Non vedo una ceppa. Vaiii Deeva vaiii! Scappiamo tachicardia a mille gambe molli, in pratica due ottantenni. Lei chiama suo padre. Non risponde. La madre ce li ha spenti Io inizio a pensare a Chilhavisto, quando nelle ricostruzioni dicono che il telefono squillava a vuoto “dunque qualcosa di tremendo doveva essere acccaduto”. Lei mi fa: Ma daaaai! Ma la vedo, che si caga. Facciamo un giro e poi la riporto sotto casa. Lei scappa sù. Poi dopo cinque minuti mi telefona per chiedermi se è tutto ok. Sì, tutto occhei. A parte che puzzo di fritto. W la cena cinese e W le mie Amichhe Strane.

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LA STRANA POSTINA

E? molto puntuale. Arriva tutti i giorni ma mi capita di vederla raramente perché non sono quasi mai a casa al mattino. Arriva con il suo motorino scassato, e suona. Due volte. Zz-ZZ.
Se nessuno risponde lei non demorde. Zz- ZZ.
Poi qualcuno apre e lei entra canticchiando canzoni che non esistono, cioè fa solo ?naranaranà!? Quando suona da me, la riconosco. Arriva sempre alla stessa ora. Con gli occhiali con una montatura in finta madre perla da fare invidia alla Mondani. Con una scia di profumo da mal di testa e con la permanente floscia che sembra che sui suoi capelli sia caduta pioggia acida. Arriva sempre verso le dieci e mezza. Zz-Zz. Quando sono a casa e rispondo io, lei urla nel citofono: Postaaaaaa!.
Ed è così che io la chiamo. Posta è sempre molto contenta di vedermi.
Quanti anni potrà avere, questa messaggera che sembra uscita da Flashdance? Trentacinque, quaranta. A me dice molto spesso: ?C?è da firmaaree!?. Ed io scendo.Mi fa un sorriso e mi lancia uno sguardo un po? lesbico di traverso da sotto gli occhiali. Mi porge la sua bic rossa come il rossetto sbavato sui denti, col cappuccio succhiato e sbeccato e mentre firmo mi guarda il culo e le tette.
Mi dice sembre la stessa cosa: ?Ah, oggi ci sei!?
Mentre le restituisco la penna mi sfiora un po? troppo la mano. Le volte in cui non ha niente da farmi firmare lei sta ugualmente ferma davanti alle buche delle lettere perché sa che io scenderò a vedere se ha lasciato qualcosa nella mia. Allora sta lì mettendo in ordine le lettere e le bollette. La signora del terzo piano che sa tutto mi ha detto che Posta aveva un marito che è scappato con una diciottenne. Da allora, pare che Posta che ne è ancora innamorata, abbia infiocchettato il letto e lo abbia agghindato e riempito di bigliettini d?amore. Dice che dormirà nel lettone solo quando lui tornerà da lei. Per ora dorme sul divanoletto. Questo è quanto la Saccente mi ha detto. Fino a quando non ho visto Posta al bar con la fidanzata. Non quella diciottenne del marito, la sua.
Adesso almeno spero che sia tornata a dormire sul suo letto.

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LA STRANA BABYSITTER

18 Ottobre 2005 3 commenti

Qualche anno fa, ho fatto la babysitter. C’era questo bambino, con cui ho avuto a che fare per tre anni. La prima volta che l’ho visto, sua mamma mi ha invitato a cena perchè lo conoscessi meglio. Tre anni. Già un piccolo devastatore, un terrorista in miniatiura. Lui ha dato l’0k. Andavo bene come babysitter. Iniziavo alle otto del mattino fino alle sei del pomeriggio, questo quando non andava all’asilo perchè aveva la tosse o aveva fatto la cacca molle come gli piaceva dire.
Sua madre è tedesca e fissata con l’omeopatia. Lui aveva la tosse tipo Joe Cocker, e lei “alloRa tu daRe lui pillole omopatiche, tRe palline Rosse pRima di pasto tRe veRdi dopo di pasto poi tRe blu.”
Lui mangiava così: per finire un piatto di penne al sugo tre quarti d’ora, perchè rideva, succhiava le penne,col tovagliolo pinzato sotto il collo e il sugo anche sulle orecchie. Un giorno ha preso un rigatone barilla bello unto di sugo e lo ha messo nel bicchiere per usarlo come cannuccia.
Io? E che cacchio potevo fare. O così o non mangiava niente. Poi si era fissato col Titanico. Che altro non era che il Titanic. Per farlo mangiare le farfalle al ragù gli ho detto che la sua boccuccia santa era l’iceberg e che la pasta era il Titanic. “Daiiii apriii altrimenti la nave si scontra con l’iceberg!” Non l’avessi mai inventata sta cazzata. L’ho dovuta ripetere ad ogni suo boccone. Poi si era fissato con Rewind di Vasco. Allora dovevo fargliela sentire vebti volte e dovevamo fare che eravamo dei chitarristi e la mia chitarra era il mocio vileda e la sua era la scopa.
Poi quando voleva farmi vedere un film bello. “Come si intitola? Che cerchiamo la cassetta.” E lui: “L’Austria è mia.” Eeeeeeeh? “No, no. L’Africa è tua.” Insomma voleva che io guardassi “La mia Africa.” Ma mamma ti fa vedere sti film? “No ma io lo guardavo di nascosto dalla porta, c’era una col sedere di fuori.” Ah. Una volta gli è venuta la caccamolle. L’ho preso in braccio, aveva questo “zainetto” dentro il pantalone del pigiama.
Na puzza allucinante. L’ho messo in piedi nel bidè. Lui inizia a dire “Sono sporco qui sono sporco là”. Eh sì perchè non era riuscito ad andare in tempo in bagno. Insomma, si è impiastricciato le mani. Sì. E si è toccato la faccia. Sembrava un apache. L’ho infilato nella vasca. E lui rideva, rideva. Con queste strisce in faccia…..CONTINUA

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il mio strano caffè mattutino

17 Ottobre 2005 25 commenti

oggi in ufficio è arrivato il tipo della tnt, biondino, bellino, l’avevo già adocchiato altre volte…
“c’è da firmare” (lui)
“aspetta che mi appoggio” (io)
“appoggiati dove vuoi” (lui)

poi stava andando via, io stavo entrando nel mio ufficio, lo vedo che risbuca dalla porta e mi fa: “mi tieni lì dentro con te?”
Alla fine gli ho offerto un caffè, poi se ne è andato e allora ho pensato che forse avrei dovuto tenerlo davvero lì dentro con me, e possibilmente infilargli una mano nei pantaloni.

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NON FATELO MAI

17 Ottobre 2005 1 commento

Io e Roxi ci siamo incontrate sabato pomeriggio perchè dovevamo compiere un’impresa molto ardua cioè comprare il regalo a Immacolata che si sposa.
Dove andiamo, dove non andiamo, siamo finite in un centro commerciale.
Di quelli enormi, che ti perdi. Che ti viene l’esaurimento nervoso perchè appena entri il cervello ti si fonde grazie alla temperatura tropicale, ai mille profumi che escono dalle profumerie, roba che ti viene un mal di testa tremendo. Poi la gente che si inchioda davanti a te. Permesso, permesso. Gente che in mezzo a questa bolgia, in questo carnaio si porta dietro il cane, un chihuaua che viene prontamente pestato dai piedi di tutti, o peggio si porta al centro commerciale l’alano.
Dentro i negozi poi, jeans taglia xxxxxxs taglia-anoressica. Commesse di varie tipologie:
A) quella che fa la gentile. Fa troppo la gentile. Ti venderebbe una gonna che ti sta malissimo a tutti i costi. Il pantalone ti va stretto? “Ma poi cede”.
B)quella con lo scazzo. Fa la stronza. Fa troppo la stronza. Magrissima, ste cosce non ce le ha proprio. Ombelico di fuori ossa di fuori. Vestiti ultrafashion, baccuccia imbronciata braccialetti tintillanti ma soprattutto anellazzo d’argento all’indice, che copre mezza falange. Ti guarda come se dicesse “Io figa tu merda.”
Tra le commesse e i 32 gradi dei negozi,una grande agonia. Se facessero una ricerca approfondita si renderebbero conto, i criminologi, che la maggior parte degli omicidi avvengono di sabato pomeriggio, dopo una gita al centro commerciale.
Ci spostiamo, guardiamo le vetrine. Sperando che in qualche vetrina ci sia esposto un cartello: REGALO PER IMMACOLATA. Non sappiamo proprio dove andare. Anche perchè sarà che ci siamo rincoglionite ma da un’ora continuiamo a vedere sempre gli stessi negozi. Ah, ma c’è l’altra ala. Ok.
E vai.Tutto dall’inizio. Ragazzine di sedici anni vestite da veline ubriache, truccate stile “Mi hanno rapito gli alieni”. Noi ci guardiamo.
Noi non eravamo mica così, vero Roxi? No. Decisamente.
Eccolo. E’ il regalo giusto per Immacolata. Fatto. Il commesso del nogozio di scarpe non dà retta a Roxi che si incazza. si misura la scarpa, la guardo mentre si specchia, tira su il pantalone punta il piede a mò di tango argentino. Si compiace. “Roxi, le prendi?” “NO”.
In compenso compra una gonna al volo, poi dopo mez’oretta dice “Ma che cacchio l’ho presa a fare che non mi piace.”
Usciamo dalla bolgia. Ora, dov’è la macchina? Uscita rossa corsia 13. Ok. Dove cazzo è l’uscita 13? Le indicazioni ci sono ma noi non le capiamo. Di qua di là, boh. Ah, eccola lì la macchina. Siamo sul corso, quello lungo.
Una macchina davanti a noi si ferma. Cioè non riparte più. Sopra ci sono due nonnini. Senza cellulare secchi secchi magri magri. Chi cazzo si ferma a spingere? Roxi. Perchè io sono braccata al telefono con la coglionazza dell’Aci. Mi chiede la via: “Corso tal dei tali.” E lei: “Allora via corso tal dei tali” E io: Sssì. Poi mi chiede cosa c’è nelle vicinanze. Io guardo: “La COMAU” E lei: “Cosa produce?” E io vorrei dirle: STO CAZZO. CHIAMA UN CARRO ATTREZZI E BASTA.
Morale della favola: se dovete andare al centro commerciale di sabato pomeriggio…..non fatelo

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