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Archivio Dicembre 2005

TRA IL CAMPO E LA FERROVIA

29 Dicembre 2005 22 commenti

Io mi ricordo che lì vicino c?era la casa dei matti. Così la chiamavamo.
Noi eravamo a scuola, in mezzo alla campagna, a seguire le lezioni di lingua tedesca dentro a una chiesa sconsacrata. Non ho mai capito perché avessero sbattuto un pezzo di università in quel buco di culo di posto, che ci arrivavano solo tre pullman al giorno, ma fatto sta che eravamo finiti lì. D?inverno si gelava nella provincia di brina, a giungo invece era tutto un ruggito verde.
E c?era la casa dei matti, poco distante, dall?altra parte del prato. Li conoscevamo tutti, ce n?era uno che era innamorato di Clarissa, la piccolina coi capelli rossi e i guanti leopardati. ?Siete tutte belle? diceva ?Tutte belle. Però Clarissa di più?. E va be, è la vita.
E quando arrivava l?estate, nelle pause tra una lezione e l?altra, le ragazze, cioè noi, ci stendevamo sul prato a prendere il sole con la radio e le risate accese. Le gonne si accorciavano, le pance comparivano dalle magliette tirate su, i vestiti erano, come dire, sintetizzati. Ed era tutto meravigliosamente rilassato, un misto di pelle e voci in padella sotto al sole.
E loro fumavano. Nervosi. Seduti sulla panchina di fronte al prato, da cui nemmeno una bomba li avrebbe schiodati. Spegnevano una sigaretta e ne accendevano un?altra, visibilmente alterati, con lo sguardo fisso di fronte, il fumo che gli usciva pure dalle orecchie, le gambe che manco il morbo di Parkinson.
Allora non pensavo a niente, ora invece, ripassando la scena mi vengono in mente la bellezza, la giovinezza, la freschezza, tutte cose così.
Poi c?è quella canzone di De Gregori che dice i matti vanno contenti tra il campo e la ferrovia, e nella mia testa quella canzone si è irreversibilmente appiccicata a quel posto, come se ci avessero girato un video.
Perché lì c?era il campo, e pure la ferrovia, cioè, due binari piccolini, una di quelle ferrovie di campagna dove passa qualche piccolo treno merci. Possibile? Forse ?sta storia della ferrovia si è aggiunta dopo nella memoria, col tempo, con quel lento lavoro di adattamento, smussamento angoli e aggiunta di zuccheri che la mente è capace di fare sugli eventi passati.
Fatto sta che per me quella canzone è quel posto, la campagna di brina della mia università, dove i matti passeggiavano, e io ero arrivata al punto di non avere più la certezza che il mio posto fosse in aula, e non con loro.

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DISCORSO PER NATALE

29 Dicembre 2005 7 commenti

Il discorso, in realtà, mi sta parecchio a cuore. Ne parlai con Alex, una sera che le stelle non ne volevano sapere di stare in cielo e così ci si erano tutte appiccicate addosso, o almeno a me così pareva.
Alex era arrivato con una birra gelata, c?eravamo seduti lì fuori, con la musica che usciva dal locale e la terra arida tutto attorno. Più in là, molto più in là, il mare. Non si vedeva, non si sentiva, era più che altro un?idea, un?idea piuttosto concreta.
Alex aveva gli occhi all?ingiù, stanchi, perché in generale dormiva molto poco, e i capelli ricci, spettinati, perché in particolare si pettinava molto poco.
Con lui mi sento a casa.
Parlammo di energia. Quella data, elargita sprecata, impiegata, spesa, ditelo come volete, in sostanza quella che poi quando ti ritrovi senza dici cazzo l?ho sudata via così senza pensarci, me l?hanno presa o che cazzo di fine a fatto? L?energia dei piedi, delle mani della bocca, degli occhi. L?energia infinita che poi a un certo punto finisce. L?energia delle parole spese in quantità abnormi per lo più contro i muri.
Mi chiedevo se alla fine tutta quell?energia lì, era valsa la pena di darla via così a buon prezzo, oppure no. E? una domanda che mi faccio spesso, in realtà, e poi? dipende dai giorni, per la risposta, dico.
Sta sera sono solo incazzata.
E? tutto qui.
Ultimamente penso che l?unica risposta sensata sia: ti caverai da questo dilemma quando smetterai di pensare a questa domanda cogliona per concentrarti piuttosto sul daquinpoi.
E? andata come è andata, nella mia vita come nelle altre.
Alex ha detto che secondo lui ne valeva la pena, anche se gli avevano appena rubato tutti i soldi.
Il problema forse ?sta sera è che non ho cioccolato in casa, non che io lo mangi spesso, eh, ma quando lo vuoi e non c?è è come il concerto che finisce, come l?ultima cicca schiacciata nel posacenere.
Sta sera mi sento come se la mia vita si fosse bloccata in un punto.
Mi viene sempre da pensare a questa cosa malata, che se avessi risparmiato un po? di energia, ora ne avrei di più,e ci vorrebbe.

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PENSIERI "SPARSI"

29 Dicembre 2005 19 commenti

Sono al lavoro, quindi mi sono svegliata presto, reduce da un concerto, ieri sera, di quelli dove vai e balli urli canti a squarciagola e quando(come ho fatto io) sei nelle prime file sudi un casino e tutti i ragazzi che pogano ti vengono addosso e ti pestano i piedi con quelle fettazze numero 45 che si ritrovano al posto dei piedi…
…ma a me piace così, mi piace cantare insieme a migliaia di persone che nello stesso momento provano emozioni, magari diverse dalle mie, ma tuttwe scatenate dalle parole di una canzone…ed ogni volta è coinvolgente come le altre;è strano che non mi stanchi mai…
Però a dire il vero sono io che non voglio stacarmi, voglio rimanere giovane, conservare il più a lungo possibile la vitalità che ho, l’energia che mi fa ballare e cantare per due ore e continuare a cantare anche quando guido nella mia macchinina ghiacciata mentre torno a casa.
“…e l’unica ambizione che hai è stare in piedi con un suone in testa che brucia i pensieri – Adesso…!”

E ora torno a lavorare e mi sento viva.

ps i miei perizomi sono fichissimi.

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I pensieri strani

29 Dicembre 2005 6 commenti

Come faccio a non pensare? Perché tutti dicono che devo solo essere contenta e che non posso fare così? Ma vi rendete conto, vero? Sembra quasi che io sia pazza…eppure per me è così normale. Penso. Penso e basta. E quando di notte mi sveglio per caso, penso. A volte vorrei non avere la capacità di pensare. Sono stufa di pensare. E? stato sempre un mio problema: pensare troppo. Anzi forse ho anche perso tanto tempo per questo. Adesso mi sembra di non riuscire a fare altro. Ci sono stati momenti in cui ho avuto pensieri bellissimi, in cui mi sono addormentata e svegliata con il sorriso. Io lo so che un giorno riderò di queste giornate. Ora, però?mamma com?è difficile! Questi giorni di festa così strani?è tutto strano?strano Natale, strana la gente che ho intorno, strani i pensieri?mah!

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ANCORA CENE STRANE

28 Dicembre 2005 20 commenti


Noi ci mettiamo d’accordo via mail. Che io non le leggo mai. O le leggo all’ultimo momento. Loro se le leggono tutte. Mail su chi porta il vino, sì ma tre o cinque bottiglie? Sì ma bianco o rosso…Ah allora lo porti tu, ecco. Ah si ciao. E mi intasano la casella.
Ore 20.00. Ho una fame sconvolgente. Ora arrivano…ora arriveranno. Non arrivano. Pronto Roxi? Ma dove siete? E lei candidamente mi dice che, no. Che era alle 21.00. Ah. “Eh, non l’hai letta l’ultima mail che abbiam fatto girare?” NO. Va beh. Aspetto.
ZZZZ: Citofono. “chi è?” lei mi risponde: “Babba natala.”
Che poi sarebbe Imma. Che mi arriva con un cappellino da babbo natale e canta ui uiscch iu a merri crismas per le scale.
La precisa ha una serie incredibile di perizoma. Stasera ne ha uno nero. Dopo un bel po’ di vino dirà più volte: Fotografatemi il culo.
Poi arrivano in ordine Roxi e Nina con Lenty.
Nina hh il pacchetto di merit in borsa. Da dieci, eh. Ma ce l’ha. Segno che ci deve raccontare qualcosa di mooooolto pesante. Tanto lo sapevamo che non smetteva di fumare. Lei inizia il racconto. In realtà la vera precisa è lei. Anzi Imma è precisa. Nina è pignola. Ti dice tutte le date e anche l’ora (davvero) In cui una cosa le è succcessa.
Ci scorfaniamo la torta salata di Lenty e l’antipastazzo di Nina. Ci stramangiamo sette etti di pasta alle zucchine e la prima bottiglia di vinello. Nina parte: “Io e Dylan ci siamo lasciati che era…il 25, no, e allora…” E’ serissima. Noi pure. Ma ROxi non ce la fa: mi guarda come a dire: Sto per dire una cosa tremenda. E lo fa. Roxi parte, occhi bassi guardandomi spara: “A che ora?” Io esplodo letteralmente. Una di quelle risate grezzissime. Per fortuna ride anche Nina.
Poi il racconto continua…che si son lasciati dopo 10 anni e però anche se era palese che era finita siccome lei è precisa, voleva che se lo dicessero in faccia. Allora aspetta, aspetta, se lo dicono, che si son lasciati. OH.
lui sparisce, agli amici dice che è incasinato. Sempre incasinato. Non si fa vivo con nessuno. Sms, come stai? Eh io mi vedo con una…e Nina: Eh, va boh. Lui continua a dire a tutti che è incasinato e sparisce sempre più. Tant’è che Nina chiede notizie alla di lui madre. “Ma come sta Dylan? Ma tutto ok? Ma sta bene?” Lei si preoccupa. La madre: Eh…sì…è andato via.
Noi Amiche Strane a quel punto urliamo: E DOOOOOVEE????
“A convivere”.
Mani nei capelli, mani sulla bocca a coprire urli di disumana sorpresa.
Io guardo Roxi. A noi ci vien da ridere. Ma non per cattiveria. Perchè la Nina racconta le cose in un modo pazzesco. Tutti i particolari, tutte le cazzatine, gli orari, i giorni, lìordine cronologico degli eventi, e poi quando le chiedi: “Caaazzo! Ma come a convinvere??” Lei risponde solo: “EH.”
Che scoop. Io la faccio finire poi le verso il vino e urlo “Alèèèèèèèèèèèèèè!! Brindiamo! Eccheccazzz!!! Via dall’incubo”.
Vorrei che poi la Nina vi raccontasse del suo STRANO ex fidanzato.
Morale della favola: tutte contente abbiamo scorfanato il salamazzo di cioccolata fatto da Lenty. E abbiamo fatto un casino di foto. Anche al culo di Imma.

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Il Natale

27 Dicembre 2005 17 commenti

Ho sempre passato il Natale fuori città, nella casa dei nonni. Partivo con i miei genitori il giorno della vigilia. Spesso c?era la neve. Ricordo perfettamente come fosse ora (magari?) quell?anno in cui avevo iniziato ad avere dei dubbi sull?esistenza di Gesù bambino (si Gesù bambino, a me non hanno mai fatto credere in Babbo Natale). Papà ha caricato la macchina e ha messo un pacco un po? grosso in fondo al cofano. Ho chiesto: ?Papà, cos?è?? e lui: ?Niente, dei vini che devo portare allo zio?. Ci ho pensato tutta la sera e la mattina quando ho trovato quel pacco per me sotto l?albero ho capito tutto! Ma, credendo di essere furbetta, non ho detto niente! Volevo fregarli facendogli credere che ero ancora piccola?non volevo crescere, volevo ancora credere nelle cose strane. Poi quando sono cresciuta un po? abbiamo iniziato ad andare a vedere il presepe vivente. Che noia! Non mi è mai piaciuto! Quello che mi piaceva, invece, era il cinema del pomeriggio di Natale. Riuscivano a portarmi a vedere anche due film! Mamma che corse da un cinema all?altro (mica c?erano le multisale..)! Poi qualche anno fa le cose sono cambiate?Natale da noi, in pochi. Ero così contenta di non dover andare via in quei giorni?io volevo vedere il mio fidanzato! E quando andavamo via stavo lontana tre giorni?mi sembravano un?eternità! Da due anni a questa parte di nuovo via. Dai cugini questa volta. Bello. Ci sono i bambini, i giocattoli. Poi adesso sono ?grande? (!), ho la macchina, posso andar via quando voglio! Che strano però quest?anno! Vigilia a casa con un?amica (Ah! Che impressione!) con scambio di regali dopo la mezzanotte insieme ad altri, pranzo lontano, sera ?Mercante in fiera? con gli amici?niente cinema! Non c?è stato il tempo?forse abbiamo voluto tutti tenere ogni ora occupata?forse inconsciamente volevo cambiare qualcosa. In realtà vorrei cambiare tutto. Vorrei che dal nuovo anno le cose andassero diversamente. Mi impegno fin d?ora a fare una rivoluzione! Basta legami con il passato, basta tradizioni, basta! Il prossimo Natale sarà un Natale strano, in tutto e per tutto!

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Zoom…

22 Dicembre 2005 5 commenti


Vorrei fare uno zoom sulla gente per vedere cosa c’è dietro il visibile, perchè se ci pensi bene, quando guardi non vedi, quanti particolari sfuggono mentre guardi una persona? Tantissimi…
Tu stai lì ascolti e immagini i discorsi, i richiami mentali ti portano in una dimensione diversa, e ti sfuggono i dettagli, un colpo d’occhio, un colpo di tosse, un’occhiata fulminea di quelle significative che se cogli chiariscono tutte le parole.. cosa c’è dietro veramente? Quanto si capisce di un dialogo? Quanto ci si interroga veramente sul significato dei gesti?
Ebbene, io vedo la vita così, un po’ sfocata, ma per questo interessante, perchè dietro so che c’è qualcosa da scoprire, ognuno ha una personalità nascosta e il bello è cercare di scovarla.. e non sempre è possibile!
E così i giorni passano e io continuo a osservare il mondo dalla mia miopia sperando ogni tanto di vedere meglio strizzando gli occhi…
Riferimenti: Vorrei fare uno ZOOM sulla gente…

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La mia storia strana

21 Dicembre 2005 15 commenti


Cazzo! Ho perso il treno. E? una settimana che dormo due tre ore a notte. Io? Io che fino a due mesi fa non potevo dormire meno di 8 ore…eh! Se no poi ero troppo stanca…ma vaffanculo! Mi aveva tolto la voglia di fare. Anni, anni, anni e anni a discutere..per forza che poi volevo sempre dormire! Ma si può? No! Come dice Deeva devo andare in chiesa in questi giorni…ad accendere un cero per come sono andate le cose! Una casa, una famiglia, dei figli…questo voleva. Pure un cane. Certo. Poi avrei lasciato il mio lavoro, sarei diventata grassa come Nadia Rinaldi e avrei passato il tempo a provare nuove ricette! Per chi? Per lui? Nooo! Io sono diversa. Io voglio alzarmi la mattina senza pensieri, voglio andare al mare nel week end e quando sarò incinta voglio che tutti vedano la mia pancia…bella…lui? No, la gravidanza è una cosa intima, non è da esibire! Poi…ah! Non si torna tardi la domenica da fuori. Vai al mare, in montagna, al lago? Entro le 19 a casa! Poi c?è traffico! Però poi si deve uscire: ?mica sarai stanca?? ?No, ho solo dormito due ore perchè sabato sera abbiamo dovuto fare tardi (solo perchè era sabato…) e poi…copulare.? Si, il sabato non si può saltare! Ho chiuso gli occhi alle 4 e alle 8 ha iniziato ad agitarsi nel letto già pensando all?ora di partenza. Quante cose abbiamo fatto…concerti…film…viaggi…quante storie abbiamo visto finire senza motivi apparenti…quante volte abbiamo detto: ?No, a noi non succederà!? E invece? I Gemelli Diversi non sono serviti a niente…dammi solo un minuto, un soffio di fiato…un pensiero, un attimo, poi tutto come prima. Non posso non ricordare la dolcezza di certi gesti fatti con la spensieratezza di quei 17 anni…però nemmeno tutto il resto. Anni di amore e odio. Gli ultimi quasi solamente di odio…ma la cosa bella, di cui sono fiera, è che non ho rimpianti nè rimorsi. Ho fatto tutto. Nel bene e nel male. Non ho mai rinunciato a niente. Solo quest?ultimo mese ho sprecato…e ho anche comprato un pacchetto di Merit da 10…si le Merit…mamma quanto tempo! Se solo avesse avuto le palle per dire tutta la verità fino in fondo, non avrei perso questo tempo. Ma alla fine cos?è un mese confronto a 10 anni? Ora è tutto un ricordo, un bel ricordo, ma solo un lontano ricordo. E meno male.

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ANCORA SULL’AMICA DELLE AMICHESTRANE

20 Dicembre 2005 16 commenti

La Grassa c’aveva il culo più alto di tutte e già scusa era alta sette metri! Comunque sono stata sua compagna di banco per un anno.
La guardavo. Durante le lezioni,mangiucchiava la penna o faceva disegnini o inventava test sondaggi e giochi a premi che mi passava sotto forma di bigliettino. Con gli occhi rivolti al prof. mi tirava una semplice gomitata e con un cenno della testa mi faceva notare il bigliettino. Una volta le ho chiesto come potevo tagliarmi i capell,sempre via bigliettino anche se eravamo vicine di banco. E lei in due nano secondi mi ha disegnato 20 pettinature viste davanti, dietro e di profilo e dall’alto. Cazzo in due secondi. Disegnava con ste mani lunghissime usava matitine minuscole.
Quando disegnava la Grassa, la matita sul foglio faceva un rumore così bello…Lo faceva solo con lei. Ci ho provato e riprovato, ma niente.
Poi mi faceva i minilibri con su la storia della mia vita illustrata e disegnata da lei usando la mia mitica penna stilografica trasparente comprata alla standa. Aveva piegato dei fogli di un block notes e voilà! Il libricino magico era fatto. Ci scriveva “Edizioni Topiofanti d’oro” . Se le chiedevi ma checazzo è? Lei sorrideva e alzava le spalle. A scuola faceva versioni di latino allucinanti in 12 minuti senza aver studiato un cazzo e poi faceva le copie con la carta carbone e poi le appallottolava e le lanciava. Ho sempre preso 8 grazie a lei e poi me la ricordo che balla…la canzone è Killin’ in the name of dei R.A.T.M. con la faccia da Diane Keaton e tre metri de coscia.

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SIAMO TUTTI STRANI…

20 Dicembre 2005 17 commenti

Lo dico sempre che al mondo c’è gente strana…ed asserisco ancor più convinta che praticamente tutte le persone che conosco sono pazze.
Qualche giorno fa, mattino, ero come al solito di corsa per andare al lavoro;freneticamente correvo per la casa raccattando maglie e jeans che dovevo indossare quando, trafelata, entro in camera e vedo il mio lui che,in mutande, tira un dado sul letto sfatto….
….eeehhhh??!!Che dico??
Eh si è tutto vero!
Ed io, che spesso sono troppo razionale, gli faccio(tra l’altro mooolto educatamente)”ma che cazzo fai con sto dado???!!!”
E lui ,candidamente mi risponde:”Tiro il dado per decidere cosa mettermi stamattina no?”
Cooooosa?
Bè mi ha spiegato che ha tutto un suo ragionamento:a seconda di come sono posizionati i vestiti nell’armadio dà loro un numero da uno a sei(ovviamentemente)e, a seconda del numero che esce, indossa l’abito prescelto.E tutto…per fare più velocemente e non perdere tempo a scegliere cosa mettersi!ovvio no?!
E che dire della mia amica Shopping che non riesce a stare più di una settimana senza comprare qualcosa?Lei è spettacolare,gira sempre i mercati facendo incetta di qualsiasi cosa(soprattutto abbigliamento) che costi meno di ?10 e poi mi chiama e mi fa”miiii Imma!cosa ho trovato in quel banco!una maglia troppo bella ma di lana buona non è acrilica che ti credi?!e l’ho pagata solo cinque euri!ho fatto troppo un affare!”
E’ mitica e come le luccicano gli occhi quando racconta del suo shopping che io definisco compulsivo-ossessivo….siamo proprio tutti pazzi.

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