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Archivio Giugno 2006

il mago e l’aggressiva

30 Giugno 2006 8 commenti

Alla fine è venuto a casa, Daniel.
Ci siamo incontrati come sempre nel pianerottolo, io avevo lo zaino pesantissimo di roba del supermercato, e in una mano una borsa della spesa.
Lui parlava al telefono, in mano il portatile.
Ci siamo fatti un sorriso e un cenno con la testa, allora io gli ho preso il portatile dalla mano e al posto ci ho messo la mia borsa della spesa pesantissima.
Abbiamo fatto le scale così, lui un po? rideva mentre parlava al telefono.
Siamo arrivati a casa mia e gli ho fatto cenno di entrare, ho stappato una birra, lui intanto: dai, ok, ci sentiamo, e sì sì, no ma io quella roba lì non l?ho finita, dai domani domani ciao.
Chiamata con collega.
Dopo un po? che parlavamo, con la birra fredda a stomaco vuoto, mi ha detto che andava a prendere una canna, io ho detto ok.
Poi è tornato dopo ¼ d?ora circa, faceva un caldo che si sfiatava.
Ha girato la canna, poi ha aperto il marsupio che aveva sulla pancia? no perché sai, mi fa?praticamente? io faccio un corso? di magia.
Vai.
Mentre fumavamo ha tirato fuori il kit completo del piccolo mago: scegli una carta mettila qui, re di quadri?monete che sparivano e mi ricomparivano dietro l?orecchio? doppi fondi, palline magiche?
Poi ha detto che sono una spettatrice un po? aggressiva.
Ma che cazzo. Non ho fatto niente, lo giuro.
E?andato via alle dieci, io la testa mi girava per la birra la canna e la stanchezza.
Ho tagliato un pomodoro a pezzetti.
Strano tipo lui.

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Il pianoforte non è il mio forte

29 Giugno 2006 1 commento

Stamattina ho le palpebre di cemento.
Nel senso che pesano.
E nausea diffusa e vuoti d?aria.
Ho pensato che se piove non è estate, e non si può nemmeno andare al mare il fine settimana, quelle cose che parti al volo il venerdì sera tardi e ti catapulti nel mondo altro a due ore di autostrada.
Quelle cose che poi l?autogrill sulla Torino Savona, una qualunque (ma ognuno ha la sua), è bollente anche se è sera, è un posto accattivante e esotico.

Poi ho pensato che se piove e se non si può andare al mare vuol dire che c?è qualcosa da fare qui.
Inutile accanirsi con l?omino blu delle previsioni, o con le nuvole che sì, in effetti Alessio mi aveva anche spiegato come farle sparire, ma cazzo, ci vuole troppa energia.

E quindi c?è da fare qui.
1 abbassare il livello di nicotina
2 abbassare la quantità di alcool
3 aumentare le ore di sonno
4 fare in modo di svegliarsi senza aureola.
E invece no, non ci riesco, continuo a scivolare nei morbidi incastri di certi ingranaggi che mi tengono sveglia di notte e in giro.
A bere birra in quantità.

Non vorrei parlare del pianista ma lo devo fare.
Mi dispiace.
Una morsa allo stomaco.
Assoluta tenerezza e passione.

1 Guardo (di nascosto) le sue braccia, soprattutto quando le tira su e le mette dietro alla testa. Soprattutto lì, le guardo, bianche e corpose, le braccia, e penso che quelle braccia non dovrebbero far altro che abbracciare.

2 Abbiamo la testa piena di stronzate, stabiliamo regole che non hanno senso e poi ci appelliamo ai nostri diritti di estranei, che non siamo o saremo.

3 Faceva gli esercizi di diteggiatura sulla mia mano, per farmi percepire la velocità del movimento. In effetti da tutto ciò coglievo più che altro anni e anni di assoluta dedizione alla causa, e tutte le scelte, le condizioni mentali e fisiche che questa dedizione aveva comportato.
Con quel movimento rapido di dita il pianista riportava sulle mie mani l?essenza della sua storia.

4 Ma mi hai tirato addosso secchiate di insulse parole e per questo un po? ti odio

5 Quando hai detto hai ragione

6 Quando ti leggevo cose mentre facevi finta di russare

7 Quando mi guardi

8 Quando guidi, perché se uno mi piace non lo so come cazzo è ma quando guida mi piace di più

9 Quando hai detto vado

10 Quando hai detto scusa

11 Camminiamo nel silenzio del parco desolato dopo che siamo andati via da quella festa sul fiume. Io mi appoggio a te e tu lo trovi naturale. L?aria si sta addolcendo, come dire che è già primavera, ed è forse solo l?illusione stagionale che mi fa pensare che un po? ti stia addolcendo anche tu.

14 Quando dici baby

15 Quando eri sotto casa mia con le canzoni sconosciute anni 70

16 La notte ce la lasciavamo alle spalle, nel silenzio dell?autostrada. Il pianista guidava la mia, scivolava sul nastro di asfalto che, forse per via della notte o delle circostanze, mi sembrava morbido. Rispettava i limiti di velocità e mi chiedeva di cartelli stradali, se li sapevo.
A un certo punto poi era a centosessanta.
E parlavamo di numeri primi e del prezzo in euro della birra.

17 Il plurale è una cosa preziosa. Non dovremmo mai sottovalutarla. Quando il plurale viene spontaneo, vuol dire che ci si sta affiancando, e che sarebbe il caso di procedere così, esattamente in quella posizione.

18 La tua fottuta paura di dare le tue cose, e te stesso.
La tua infantile preoccupazione nel prestare.

19 Quando non c?era più nemmeno un centimetro di spazio tra noi.
E mozziconi di Benson blu ovunque.

20 Quando ridi per qualcosa che non ho ancora detto

21 Quando hai utilizzato il termine binario morto.

22 Nel mio Jamaica Julep ho affogato l?ennesimo vaffanculo che dovevo dire. Ho abortito l?opportunità del mio vaffanculo, e perduto così un altro pezzo del mio essere donna.

23 In effetti aveva anche una sua importanza vedere la tua faccia sotto la luce bianco sporco dell?alba del murazzo, dopo ettolitri di birra e chili di nicotina ingoiata a lunghe boccate tra la gente e la musica, e pensare che in fondo, dopo tutto, dovrebbe essere sempre così, che quando arriva la luce la prima cosa che vedo è la tua faccia.

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LUISA SFIGATA IN AMORE_2

28 Giugno 2006 3 commenti

Per capire chi è Luisa Sfigata in amore andate a leggervi il post del 14 marzo.
Luisa mi telefona. Ha conosciuto uno in chat. A mille km di distanza c’è uno che le piace. Cazzo. Puzza di guai. Ferma tutto. Arrivo da te.
Il monolocale di Luisa è nel centro storico. E’ minuscolo ma c’è tutto. Divano letto matrimoniale, tv, lettore dvd, tutta la serie di Elisa di Rivombrosa, Dirty dancing 2 e tutti quei film d’amore.
Il bagno è minuscolo ma ci sta tutto, doccia, bidè, lavandino, lavatrice. Per pisciare devi solo sederti un po’ di traverso..o batti le ginocchia sull’oblò. Poi lei è un genio perchè ha appicicato uno specchio al muro:
“E di là cosa c’è?”
Risposta: “Un cazzo di muro, quello è uno specchio.”
Però lo specchio ti inganna e sembra ci sia una stanza in più.
Luisa mi anticipa dal pianerottolo urlando, che:
uno: non si può muovere perchè si è spaccata un ginocchio.
due che non ha più il fisicaccio perchè ha preso qulache kg perchè è nervosa. Entro e son contenta di vederle un po’ di curve addosso che sta molto meglio. Ha addosso una sottoveste di seta rossa, e il pacchetto di sigarette in mano. Uno dei pacchetti della giornata.
Parte il racconto di lei che chatta, di lei che becca l’ex in chat e iniziano a chiacchierare e a ricordare i vecchi tempi. Lui vuole vedere le tette. Lei dice: ok te le faccio vedere. “E’ stata la vendetta. Lui ultimamente becca solo ragazzette. Io sono una Donna, cazzo. Gli ho fatto vedere le tette e lui a momenti mi sviene in web-cam.”
“E te? CHe gli hai detto?”
“Io pensavo.” Mi fa Luisa.
“Pensavo: mentre gli occhi godono, l’uccello si frantuma.”
Come a dire che tanto lei non gliela avrebbe mai più mostrata. Manco in cam. Poi mi prende il telefono, si chiude in bagno e la sento dire: “Deeva mangia qua, che le devo raccontare.”
Esce e mi dice che mi sequestra.
Inizia a fare il sugo. Intanto tira fuori affettati di ogni genere e una vaschetta di insalata russa che si scorfana da sola col pane.
Poi la pasta, poi chiede se voglio la fettina ai ferri. Poi lava i piatti in ciabatte coi capelli tirati su e la sottoveste e mi sembra Sophia Loren, ma lei non capisce un cazzo e dice che deve dimagrire.
Spruzza prodotti ultra pubblicizzati, la casa profuma di limone.
Poi caffè, poi si fuma la sigaretta del prima e del dopo caffè. Alle 23.00 mentre le racconto qualcosa, mi guarda e mi interrompe così:
“Ma mettiti la sottana!” E mi tira una sottoveste rosa, seta, pizzo…da battaglia insomma. “Tu dormi qua.” Con tremovimenti fa: un tiro di sigaretta, apre il divano letto e si siede sopra.
Mi parla, mi racconta fino a quando mi dice che se ho fame ordianiamo una pizza. E che se quello che ha conosciuto in chat la vuole uccidere quando verrà a trovarla e dovranno dividere il letto, tanto lei ha l’ospedale e le pompe funebri sotto casa. Poi ci pensa e mi fa: “Ma vàaaaaa! Gli ficco una stampellata in testa”. Perchè Luisa ha anche le stampelle per via del ginocchio. Inizio a chiederle come cazzo farà a correre via se lui è un maniaco. Poi lei mi fa vedere la foto di lui che ha sul cellulare e mi fa:
“Non ha la faccia da maniaco. E basta.” IO faccio: “Mmh.” e inizio a ricordare tutti i volti di serial killer con la faccia da “bravo ragazzo” e, cazzo, ce ne sono troppi.
Luisa intanto mangia ciliegie ” a nastro”. Una dietro l’altra. Un mezzo kg se lo scassa secondo me.
Poi mi dice: “Vuoi latte e biscotti?” E così parliamo e mangiamo come delle vacche. E lei fuma. E l’ulima la spegne alle tre.
Siamo al buio, con la porta del balcone aperta. Il letto è attaccato alla porta di ingresso del monolocale. Chi sale le scale sente tutto quello che diciamo. Mi sto per addormentare ogni volta che Luisa sta zitta per qualche secondo. Poi fa: “A trent’anni mi cambio la macchina. C’è chi a trent’anni fa un figlio, io c’ho questa opzione.
(silenzio),io: “Mmh.”
“Perchè io se devo fare delle cambiali le faccio per un pezzo di lamiera, non per un uomo che tanto poi va in rottamazione.”
Io rido col pensiero perchè non ho la forza, ho sonno, ma faccio: “Mmh!! :-) )!! Poi ripenso al chattatore sconosciuto, potenziale serial killer che viene da mille km di distanza per fare un omicidio, raccolgo le forze e le chiedo: “Com’è che si chiama ‘sto quà di cognome? Te l’ha detto?”
Lei sta qualche secondo zitta e fa: “Pacciani”.
Poi accende la luce e la sua risata rimboma per le scale e in strada, tra la luce del lampione e le zanzare.

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fa niente fa niente

28 Giugno 2006 6 commenti

Vado in tribunale ad asseverare una traduzione.
L?impiegata 1 ha i giramenti di testa, si sente male perché oggi si è dovuta alzare dalla sedia per ben 2 volte.
Ci sono certi che vorrebbero fare qualcosa per cui ci voleva la prenotazione, e anche dei testimoni, ma loro non hanno né prenotazione né testimoni, allora l?impiegata 1 dà di testa, con lo sguardo dritto davanti, senza guardarli, continua a dire che se ne devono andare.
I capelli neri lunghi fino al naso.
Quanto a me, mi ha fatto entrare nella stanza? venga, stia lì, vengaaa, aspetti un attimo.
Un passo avanti due indietro. Sembra che sto ballando la salsa.
Poi finalmente tocca a me, quelli senza prenotazione intanto se ne vanno a cercare un testimone.
Le dico che fa molto caldo, che forse è per quello che poveretta le gira la testa.
Lei continua a dire che si sente male, attacca la marca da bollo sul foglio sbagliato e a me mi viene spontaneo dire nooo, sull?altro, allora lei mi guarda, con quegli occhi tra il cocker e l?incazzato, e mi dice non fa niente non fa niente, è uguale? e mentre lo dice stacca il bollo dalla pagina e lo attacca sulla pagina giusta. Poi mi manda dall?impiegata 2.
L?impiegata 2 è al telefono: Cosa? Come? Il certificato rilasciato? Rilasciare vuol dire richiedere. Così dice.
Intanto prende il mio foglio, un timbro qua, una firma là, dopo di me c?è un ragazzo molto carino che deve asseverare anche lui, ci guardiamo e ci viene da ridere. Io penso: com?è carino.
Poi c?è anche un altro tipo, le due ciamporgne hanno fatto entrare una marea di gente.
Siamo lì in attesa che l?impiegata 2 finisca la sua telefonata? Ma allora perché mi ha chiamataaaaa??? Urla, e intanto al tipo, non quello carino, l?altro, gli suona il cellulare.
Parte la festa brasiliana,
Volume improponibile.
Attimi di panico.
Lui comincia a toccarsi dappertutto. Sembra indiavolato. Sta cercando un tizzone ardente nascosto nei vestiti.
Finalmente stacca la chiamata.
Dopo due secondi ? ancora. Riparte la danza.
L?impiegata 2 c?ha i sudori sulla fronte e se lo mangerebbe.
Il ragazzo carino si passa una mano tra i capelli, ha le labbra come disegnate.
Io penso minchia, è proprio carino.
Quando l?impiegata 2 (la 1 è in catalessi) finalmente mi ridà i fogli, io faccio finta di metterli a posto, controllo, guardo? prendo tempo. Quando finisce anche il ragazzo carino, allora è proprio ora di andare.
L?ho palesemente aspettato e mi sa che se ne è accorto.
Poi è tutto un aprirsi porte a vicenda, farsi passare. Grazie prego figurati.
Arriviamo in strada, io giro da una parte lui dall?altra.
E buona notte.

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sigarette

26 Giugno 2006 14 commenti


Fumo molte sigarette, e ogni tanto mi prende un dolore alla schiena all?altezza dei polmoni che mi spavento da morire perché penso che è qualcosa di orribile e che per di più me lo sto procurando io, e allora sono proprio cogliona. Non è semplice avere le prove di quanto si è coglioni.

Fumo molte sigarette e non lo so com?è successo, quest?impennata di fumo nella mia giornata. Una volta non toccavo una cicca prima di pranzo, non una, ora il mio cervello assume le sembianze di una Karelia già dalle nove del mattino; la dipendenza mi sfianca.

Daniel mi ha prestato un libro che ti fa smettere di fumare, garantito, mi dice, con questo smetti.
Si è messo in testa quest?idea che deve salvarmi la vita, e così mi sgrida quando m?incontra per le scale e sente che ho fumato, o quando gli dico che il libro.. sì? un paio di pagine? le ho lette.
Abita due piani più in su di me, Daniel, ci incontriamo, a volte, per le scale, ci diciamo ciao come stai, lui è sempre profumato e sempre in movimento.
Penso che se ci piacessimo di più sarebbe bellissimo, fare due rampe di scale e trovarci nelle nostre rispettive case e divertirci molto insieme.
Ma non ci piacciamo abbastanza. Così ci limitiamo a restare nella zona franca del pianerottolo.
Con le buste della spesa in mano, ipotizziamo cene che non faremo mai.

Fumo molte sigarette, anche quando ho la biancheria stesa in cucina, sullo stendibiancheria. E poi annuso le maglie che non sanno più di detersivo e mi dico ecco, un?altra volta, come sempre, avrei dovuto spostare la roba stesa o fumare sul balcone ma ormai è tardi.

L?estate si è fatta calda e le sigarette mi abbassano ancora di più la pressione.
La notte non ho voglia di andare a dormire e così spesso faccio tardi con i miei amici nottambuli, anche per questo fumo molto, e poi il mattino dopo sono in coma.
Il cuscino sudato, i capelli impastati, l?aureola in testa.

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pesi zavorre e leggerezze

22 Giugno 2006 30 commenti

Mi guardo dal di fuori, a volte,
provo tenerezza per questa ragazza a cui voglio bene ma che non riesco a gestire.
La osservo sottoposta a sbranamenti da cui non vuole difendersi,
e poi la odio.

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caldo

20 Giugno 2006 12 commenti

I piedi impolverati perchè se stai tutto il giorno fuori, con le scarpe aperte, per forza.
E la strada, che cambia odore in continuazione.
Odore di caffè, poi Sunflower della ragazza fresca che passa di fianco, poi qualcosa che forse sì.. mi ricorda quell’odore forte che aveva la pelle di Molly.
La pelle d’estate è un’altra cosa.

E la bambina affacciata al finestrino della vecchia Ford scura fa la lingua alla gente che passa, le braccine appese al vetro, a penzoloni, i cavatappi in testa le mani sporche. Fa la lingua, poi ride.
Potrebbe essere un quadro rappresentativo dell’Italia d’estate.

Ieri sera il vicino di casa ha aperto le finestre e ha messo Mina a tutto volume. Mi è piaciuto tornare a casa e sentire la voce di Mina in tutta la via. Sono rientrata, poi riuscita per andare in farmacia, poi rientrata di nuovo e la finestra del vicino era sempre aperta, Mina urlava come una pazza, per tutta la via.
Alle 23,35 la situazione era la stessa. Qualcuno (più d’uno) ha urlato che basta, che non se ne poteva più.

Una notte mentre dormivo ho sentito qualcuno in strada, una ragazza che urlava non mi toccare non mi toccare. Mi si è gelato il sangue.
Poi invece, stavano solo litigando. Per fortuna.
Ho pensato che in fondo in un quartiere tranquillo come il mio, deve succedere ogni tanto qualcosa, qualcono deve litigare, qualcuno deve urlare, altrimenti ne moriremmo.

L’odore della polvere, scaldata dal sole.
L’odore del garage, dei lavori in corso.
L’odore dei bambini sbracciati,
e quel sottile profumo di sale che ci arriva da lontano, dal mare addirittura, a noi, che il mare non ce l’abbiamo.

S. in questi giorni sembra che prima di entrare in ufficio si sia fumato una canna.
Coi suoi occhioni chiari. Le fossette sulle guance quando ride.
Sbaglia i nomi, dice che la camicia gli rovina la vita.

E’ arrivato il caldo, era ora.

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Teen train

14 Giugno 2006 13 commenti


Salgo sul treno. Fa un caldo tremendo. La prima carrozza è l’unica con un posto libero. La prima carrozza è quella dove muori prima se succede qualche casino. Che faccio…rischio.Parte. Tento di chiudere il finestrino perchè l’aria che arriva dopo un po’ mi dà fastidio, ma il finestrino non ne vuole sapere di chiudersi. Mi giro e chiedo ad un ragazzino: Scusa ce la fai? E lui lo chiude. Lo guardo e penso che lui è quel bambino del video di Madonna quello di tanti anni fa, sulla spiaggia in bianco e nero. O forse quella del video era una bimba. Ma se era un bimbo da grande sarebbe diventato questo del finestrino. Secondo me è jamaicano…o roba del genere. Mi verrebbe da analizzare uno di quei ricciolinissimi. Di fronte a me c’è il sedile con su delle borse, poi d fianco c’è lui e dall’altra parte quattro ragazzette. Faccio finta di pensare ai cazzi miei, ma invece ascolto e in breve capisco. Sono prossimi all’esame della maturità. Lui ha un anno in più.la tipa seduta accanto a me ha i capelli identici a Nicole Kidman. Sui sedili di là, ci sono 2 tipe con i capelli neri e gli occhiali. Di fronte 2 altre che sono sorelle ma una di loro ha 15 anni. Lo dice lei quando dichiara che vuole restare zitella a vita. Nicole Kidman sta col jamaicano, mi sa che lei è ricca.
Lo so dai capelli. Lo scompartimento sa di vaniglia, di cocco in un modo allucinante. Olio solare. Protezione zero. Sono tutte ustionate. Lui no, è già colorato di suo. La sorella maggiore ha degli orecchini di plastica trasparenti, dei cerchi di plastica con dentro un cerchio giallo tipo uovo.
Ha dei pantaloni verdi larghissimi con lo spacco sui lati fino alla coscia.
E ha un nome che mi fa andare fuori di testa: Althea. Cazzo. Come la moglie di Larry Flint. La sorella ha i piedi prensili e si passa una salviettina sulla gamba col piede. Hanno tutte le infradito e bestitini prendi-sole al cocco. I capelli sanno di shampoo per bambini. Quando parlano sis chiamano per nome, sempre. Una invece la chiamano col suo soprannome è una di quelle occhialute. Parlano dell’esame che oddio io non so cioè devo mettermi a studiare…Lui va in bagno, e le ragazze fanno a Nicole Kidman: Ma al mare gli sei stata lontano due metri oggi!!! E lei Eh ma a lui non piace stare appiccicati. Eh ma bacialo! Eh ma no… E lei fa: Vi posso fare una confidenza A TU PER YOU?
Mi segno sta frase sul cellulare perchè è troppo bella.
Poi le due sorelle iniziano a parlare in albanese e la mia parte piena di luoghi comuni del cazzo per un momento mi suggerisce che Cazzo come fanno ade essere albanesi che mi sembrano un po’ anche ricche?
Poi mi vergogno del mio pensiero razzista perchè io non lo sono mai stata ma i luoghi comuni ti risucchiano a volte. La Kidman capisce l’albanese, mistero. E traduce l’ultima frase al jamaicano che arriva dal cesso e chiede di cosa parlavano. Poi lui inizia ad addormentarsi e gli cade la testa. Inizia a sbavare. Un lungo rivolo di sputo gli cola sulla maglia. Kidman fa finta di niente ma secondo me si vergogna.
Anche lei è ustionata anche perchè ha la pelle bianchissima. Sono tutte scalze. Leloro infradito di plastica colorata sono per terra in ordine sparso. La Kidman è ricca. Una di loro le chiede se viene a prenderla “il tuo autist…Carlo?” Cazzo,c’ha l’autista. E poi parlano di come è bravo Carlo che la fa guidare e lei gli fa la fiancata.
Poi iniziano a parlare e parlano di fumetti perchè una di loro è appassionata di Manga giapponesi. Passano ai cartoni animati. Cantano un po’ le sigle. Guardano le foto sulla digitale. kidman spaccia i panini che non ha mangiato. Li ha fatti sua madre. Ora c’è odore di prosciutto cotto. Poi hanno insalata di riso e albicocche e pesche. La ragazzetta più piccola inventa canzoni sull’argomento appena tirato fuori dalle altre.
Poi le arriva una telefonata è un ragazzo e lei fa: Oh, scusa se non sono potuta venire ma sono al mare. E la Kidman Ma tu quanti pacchi tiri ai ragazzi? E lei risponde che sono mongoli e col piede tenta di prendere una ciliegia da un contenitore di plastica blu.

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Attualmente la mia camera

8 Giugno 2006 1 commento

E’ arrivato il momento di fare un’accurata descrizione rinnovata si intende, della mia camera. Elenco degli oggetti ora sulla scrivania:
-bottiglia di acqua minerale ovviamente frizzante
-tazza
-bicchiere
-telecomando dvd
-telecomando videoregistratore
-pacchetto di fazzoletti
-elastico per capelli
-portapenne
-occhiali da sole
-dvd: Profondo rosso, L’uccello dalle piume di cristallo, Opera, Dvd Zelig Paolo Migone
- 8 cd da masterizzare di proprietà di un cugino
- 6 libri: argomento: La Radio
- tessera videoteca (ah ecco dov’era)
- cellulare vecchio
- cellulare nuovo che sembra vecchio
-burrocacao
- telefono fisso
- bacchette incenso
-carica batterie cellulare
-porta documenti che da una decina d’anni non apro
-porta posta/lettere/cartoline che le rileggo e penso kikazz’è?
Appesa alla sedia:
-borsa estiva che non andava bene in questi giorni del cacchio e l’ho svuotata e lasciata lì
-cintura regalata da amica Emma che studia costume e moda e quindi è troppo di tendenza
-jeans
giubbino di jeans molto Cristiana F.
-evidenziatore scaricato durante lo studio per l’ultimo esame
Libri sull scrivania
-La sanguinosa storia dei serial killer
-Delitti imperfetti
Libri in disordine sulla libreria
-Delitti
-Indagine su un mostro
-Figli che uccidono
-Le bestie di Satana
-Compendio di Criminologia
-Compagni di sangue
Mistero in Blu
Il delitto di via Consolata
-Intorno al delitto
-Il giallo di via Poma
-Il lato oscuro
Sono in disordine perchè li prendo,li rileggo,li sfoglio.
Poi ci sarebbero quelli in ordine ma non scrivo piu’ i titoli altrimenti sembro io una serial killer.

Tra quaderni, fogli, fascicoli,foglietti,Dylan Dog,videocassette, dvd, cassette, lettere, tappi di bottiglia, foto cd è di nuovo un casino.
Qualcuno vuol venire a darmi una mano?

Qualcosa mi sfugge sicuramente.

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Lo strano scompartimento

4 Giugno 2006 24 commenti

Salgo sul treno e subito sento puzza di treno.
I treni in Italia soprattutto puzzano.Di treno. E quando scendi te la porti dietro, quella puzza. Scelgo un sedile, il meno macchiato. Ma di cosa sono le macchie sui sedili dei treni? Cioè, voglio dire, chi le ha fatte? I piedi di qualche ragazzetto quindicenne, con i pantaloni freschi di ferro da stiro della mamma e ai piedi quelle scarpe orribili…lunghe, appuntite, con i lacci che strusciano per terra e sono neri zozzi.
O quelle scarpe mastodontiche… Puzzolenti. Dico, ma lo sanno o no che la puzza dei loro piedi si sente?
O le macchie le fanno i bambini che vomitano il gelato?
Il sedile più pulito è quello accanto al finestrino sporco di smog.
keine gegenstaende aus dem fenster werfen… nicht inhaus lehen…ne pas se pencher au dehors. Do not throw anything out of the window…cazzo le so a memoria, quelle scritte.
La signora di fronte a me sembra una caricatura. Ha il nasone, il mentino, le labbrone e gli occhialoni. Parlotta da sola. Poi mi dice che ha mal di testa e c’è un grupo di ragazzini che fa casino e lei li vorrebbe buttare giù. Questi dicono cazzate di ogni genere…Le ragazzine ridono ad ogni battuta di uno di quelli con i piedi puzzolenti. Una di loro passa per andare in bagno…ma possibile che a sedici anni siete già così…svaccate?
I pantaloni a vita bassissima con la riga del culo sudato che si intravede e la cintura. Sopra la cintura un salvagente, una ruota di grasso che ballonzola e l’ombelico scoperto. Poi sopra tornano normali. La “donna a pera,” leggevo da piccola ogni tanto mentre sfogliavo dal dentista una rivista da donne. E io credevo che da vecchie saremmo diventate tutte pere. Iniziano anche a cantare e cantano canzoni di nek. E poi urlano, le ragazette, perchè c’hanno l’ormone che gira e invece i maschietti sono rincoglioniti e ancora la mamma gli mette l’accappatoio pulito sulla lavatrice. Loro, le ragazzette, si vede che vogliono farsi notare…urlacchiano, fanno risatine isteriche e mangiano big bubble alla fragola. Hanno infestato il vagone, con la loro fragola.
Poi c’è la ragazza da sola, le squilla il cellulare. Risponde, ha l’auricolare e io a guardo perchè sto aspettando che attacchi per chiederle se si rende conto che l’auricolare non si vede è sotto i capelli e lei sembra una cogliona che parla da sola…ma mi faccio i cazzi miei. L’altra invece, anche lei sola, tira fuori il cellulare fa una telefonata parlando pianissimo. E poi ci sono le gallerie com’è che per te c’è campo e per me no? Poi i ragazzini dai piedi marci, iniziano a fare un bel gioco divertente, cioè si inizia tutti insieme ad ascoltare tutte le suonerie dei cellulari…minkia oh senti questa…”Drin drin…rispondi ar telefono…drin drin…a rispondi a sto cazzo de telefono…” Alla parola cazzo ridono fino a sganasciarsi. La signora intanto si incazza:
“Avete rotto i coglioniiii!” Dice prprio così. Arriva il controllore e non controlla il biglietto a una coppia di romeni con bimbo incorporato. La signora si incazza: “No! Adesso va da loro a controllare il biglietto, ci prendete per il culo!|” Un ragazzino-piede fetido dice che porco ddue lui li metteresserebbe (non è ben sicuro del verbo) tutti minkia al muro, oh.
Mi giro e lo guardo. Ha la testa lunga, da cavallo e gli occhiali pinzati dietro le orecchie come se avesse gli occhi sulla nuca.
“Stia tranquilla e moderiamo il linguaggio”, dice il controllore. “eh, ‘nfatti.” dice una donnina michelin a vita bassa.
La signora urla: “Te fatti i cazzi tuoi!” Io mi diverto. Poi noto che la signorina romena, culla il bimbo con un troppo brio…Ha un gonnellone lungo e ogni tanto si tira fuori una tetta con un capezzolone gigante.Io temo che gli si stia shekerando il cervelletto. Il bimbo strilla come un matto. Lei si incazza e gli infila la tettona in bocca e il bimbo urla ancora di più. La signora mi dice che assomiglio a una sua amica che avrà la mia età all’incirca e che fa la cantante…Mi dice il nome del trio in cui canta la sua amica. Mi viene un flash di uno studio di registrazione di un mio amico fonico che ha appeso al muro un poster di queste tre ragazze in mini leopardata con le calze color carne e la fascia nei capelli.
Le vorrei dire che il mondo è proprio piccolo e che non ci assomiglio per niente. Poi lei mi dice che se avesse avuto un telefonino che registrava mi avrebbe registrata perchè avevo la voce uguale uguale a questa sua amica che canta, per fargliela sentire.
Entrano due ragazzine con la fisarmonica. Non ho davvero spiccioli. Una di loro mi maledice. Ci rimango di merda.
La signora inizia a urlare: “Aaaahhh! Vieni qua che ti strappo gli occhi!!” E mi ha fatto venire in mente la madre di una mia amica che le diceva: “Ti mangio ilo cuoooore!!!” La ragazzetta con la fisarmonica le fa vedere il dito medio e le dice “Ficca in culo.”
Entrano anche due vecchietti che sanno di naftalina in un modo incredibile. Forse sono morti.
Intanto il bambino ha cagato e si sente. La signora continua a urlare ora ce l’ha con la romena perchè le ha detto, ridacchiando che aveva le scarpe da uomo. E in effetti le ha. Mi godo queste scene e tra tanfo di piedi, culo di bimbo cagato e naftalina mi viene un po’ da “sboccare” come direbbe Imma. Ma siamo arrivati, la signora occhialuta mi dà un bacio sulla guancia. Scendo e le dico di salutarmi la sua amica leopardata.

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