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Archivio Luglio 2006

Un incubo

28 Luglio 2006 24 commenti

Che assurdità…

Questa notte ho fatto un incubo…ho sognato che il mio amico Lumo mi picchiava. Forte! Eravamo in una casa che non conosco davanti a persone che non conosco. Nel sogno erano tutti amici di famiglia. Mentre lui mi colpiva ovunque facendomi davvero male, io piangevo tantissimo! E nessuno faceva niente! Io guardavo uno per uno in faccia e niente! Neanche uno che lo prendesse per i capelli e lo sbattesse giù dal balcone! Alla fine qualcuno ha deciso di chiamare la polizia. Quando sono arrivati gli uomini in divisa, il mio amico ha iniziato a dire:
?Ti ucciderò! In qualche modo, sappi, che ti troverò e ti ammazzerò!?
E io lo guardavo con gli occhi pieni di lacrime, incredula. E la cosa pazzesca è che non diceva queste cose urlando come un matto, bensì con una calma inquietante…quella degli squilibrati…quella che ti mette un’ansia pazzesca!
Ad un certo punto mi sono trovata tra le braccia di mio padre che cercava di tranquillizzarmi. E io lo guardavo stupita…mi chiedevo:
?Come mai è qua a consolarmi e non è là con il cric in mano pronto a scaraventarlo sulla testa di Lumo ogni volta che tenta di alzare lo sguardo??
Nella realtà mio padre farebbe di molto peggio. Non toccate la sua unica figlia….
Poi mi sono trovata in macchina con i miei genitori e ho detto:
?Io non avrò mai più il coraggio di uscire da sola! Ho troppa paura di incontrarlo!?
In quel momento mio papà, con una calma che non gli appartiene, ha detto (stile film):
?Il capitano della Squadra dice che dobbiamo trasferirci in Australia. Sotto falso nome. E? convinto che quello ti voglia ammazzare sul serio!?
Io sono corsa da Camilla piangendo disperatamente e le ho detto:
?Devo partire. Non ti posso dire dove vado. Non ci vedremo nè sentiremo mai più! Ti rendi conto Cami? Una delle cose che ho sempre considerato terribili è proprio quella di dover scappare da qualcuno.?

Mi sono svegliata di colpo! Con una paura immensa!
Ho acceso subito la luce.
Solo piano piano ho iniziato a realizzare che era stato solo un sogno!
Ho continuato a dormire senza spegnere la luce. Avevo paura che uscisse fuori Lumo per picchiarmi!!! :-)
Pazzeschi i sogni.
L’ansia è rimasta ancora un po? adesso…

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Cos?è?

25 Luglio 2006 3 commenti


Mi sveglio la mattina e mi sento già stanca. Come se non avessi dormito niente tutta la notte. E invece dormo.
Decido di prendere il guaranà…un cucchiaino la mattina nel succo di frutta…mi hanno detto che è miracoloso! Dopo due giorni vado ad un compleanno e mi sento malissimo. Le zanzare, il caldo. Io credo. Non sopporto niente. Allora, si, dò la colpa a quel cucchiaino. Forse mi dà troppa energia. Un amico mi dice che sembro allucinata. E? vero. E lui ha capito benissimo il motivo.
Passo una nottata bruttissima, tanto da odiare quel locale che in realtà è bellissimo. Faccio colazione con due cari amici e lì esce un po? quello che mi turba. Ma solo un po? perchè neanche io so cos?ho. Alle 7 sono ancora sul divano di casa mia a parlare con Stellanogemella. Non vado a letto e mi butto sotto il sole. Non dormo nemmeno così.
In settimana mi sembra di stare benissimo…il sabato sera sale qualcosa nello stomaco che non riesco a definire.
C?è una festa bellissima…organizzata da molto tempo…siamo in tanti. Sono euforica e passo il pomeriggio a provare vestiti. L?incontro è come al solito sotto casa mia. Sono tranquilla. Dopo un po? inizio a sentire le gambe tremare e una specie di nodo in gola…non so come spiegarmi. E? una sensazione strana. E? vero che so di rincontrare un vecchio amico, ma non dovrei essere così agitata visto che l?ho invitato io! Beh, passo una bellissima serata, mi diverto, rivedo tanta gente che non incontro più da almeno 10 anni! Di nuovo vado direttamente a cuocermi al sole.
Il week end successivo vado al mare da un?amica. Lontano da tutto e da tutti devo dire che sto bene. Non penso a nulla…ho troppe cose da dire e da ascoltare! E non prendo il guaranà.
Nel frattempo torna Camilla dal viaggio di nozze. Menomale. Mi manca da morire. Mi son servite due serate per raccontarle tutto quello che mi è successo nelle settimane che è stata via! Domenica parlo tanto con lei e suo marito. Mentre sono immersa nell?acqua, appoggiata con la testa sul bordo della piscina, in un attimo di silenzio, lui mi dice: ?tu sei innamorata?. Mi rivolgo subito a Camilla convinta che lei la pensi esattamente come me: ?Cami, hai sentito cosa dice tuo marito????. E lei: ?sono d?accordo con lui?. Un attimo di gelo. Penso che è impazzita. Non dico più nulla.
Camilla mi conosce bene. Troppo bene. E quindi mi spaventa da morire questa cosa che ha detto. E che pensa davvero. Convinta.
Son tre giorni che ci rifletto. Amore disperato? Naaaaaaaaa! Guaranà!

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Di zanzare e sentimenti

19 Luglio 2006 20 commenti

Un caldo africano e zanzare e carne a cumuli sotto le pelli abbronzate. Tutti in fila per i kebab, qualche goccia di pioggia come benedizione, ma comunque fastidiosa.
Tutti in fila per due.
Il ragazzo del kebak mi odia, io cerco di essere gentile ma lui non lo è, non sorride mai.
Odore spesso di carne mi investe, e magliette appiccicate alla pelle e prato umido e bancarelle.
E queste monete che vanno via così, e non lo diresti, ma sono soldi tuttavia.
Poi scende il buio, ricordo che qui qualche tempo prima c?erano i suoi occhi neri in giro sulle piste da ballo, fino a posarsi, concentrarsi su quella brillantinata bruna, con gambette in mostra, lucide, lisce. Non le ho toccate, ma ci giurerei che erano lisce.
E i suoi occhi ridevano e la scrutavano, e la accarezzavano, io non l?ho vista in faccia ma no, non era così importante, ho fatto finta di niente, fumato via la mia notte formato fortuna blu, fumato via un sacco di parole, fumato via anche qualche crampo allo stomaco.

Il ragazzo del kebab mi allunga il mio, speziato e caldo, mi impasta la bocca.
La mia piccola, essenziale, è con me. Da quanto non passiamo una serata insieme. Cioè, una serata così.
Le zanzare ci fanno a pezzi, poi uno alto coi capelli scuri mi salva la vita, la boccetta miracolosa che tiene lontani i mostri. Io spuzzo spruzzo e glielo dico che mi ha salvato la vita, e lui dice dagli dagli con sta bomboletta.
Spruzza anche la mia piccola, essenziale, più discreta e donna di me, come sempre.
Siamo stanche e non c?è un filo di aria,
siamo stanche ma insieme.

Poi tutto si alza, soprattutto le voci, e lui arriva, mio signore e padrone, vestito da mammuth da passeggio, con le corna sulla testa e la voce roca.
A tratti, non ti riconosco, e un po? mi dispiace perché la tua infinita dolcezza è come intrappolata nel passato, o forse sono io che lo sono. Solo io.
La mia piccola, essenziale, anche un po? lo è che quando lui canta mi sento morir di sentimento lei me lo dice, questo è il Vinicio che io preferisco.
Io ti preferisco al piano, a fare il jasss. Ma comunque sempre grande e forte, anche vestito da cinese. Anche l?ombra enorme che c?è sulla casa alla mia sinistra, che sei tu, che sei lì col cappotto peloso e invecchi come me e alle spalle ci lasciamo tutti i pezzi di strada percorsi, e i pochi in cui ci siamo incrociati.
La mia piccola, essenziale, una volta ti chiese di vino, poi arrivammo anche io e Swing, e tutto finì in una nottata alcolica in bilico sul murazzo, dove tutti si sfioravano ascoltando besame mucho ma io non ti parlavo, no, non ce la facevo.

Zanzare a tacere e tu che sei ovunque, le braccia riempiono l?aria, e i tuoi capelli un po? più lunghi e più vecchi.
La notte calda, il tramonto non determina cambiamenti di temperature.
La faccia dell?estate che preferisco.

Mi chiedi di distaccarmi dal passato, ma è troppo inciso di tue parole e testi e note e allora rimango incagliata perché sempre è fatica vivere il presente e non seguo le metamorfosi, nemmeno le tue. Non riesco a seguire i travestimenti, la techno trance, le ombre sul telo.
Ti amo tuttavia.
Sono così stanca che non riesco a tenermi in piedi e tutto è un?onda che si muove, la mia piccola, essenziale, è più in forma di me, sorride con le sue labbra morbide moderate e i suoi occhi arabi con le ciglia lunghe. Cosa sarei senza di lei.

Mia madre voleva cucinarti le lasagne, ma non te lo dissi mai.

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ATTENTO AL MORTO

17 Luglio 2006 22 commenti

Ci siamo incontrati per caso nel locale all?aperto. Coi tavoli di legno.
Ci siamo seduti tutti a un tavolo con le birre e le bevande varie e le chitarre, c?erano anche Deeva e Imma e CJ.
Insomma, per farla breve, le gambe ci si sono attorcigliate sotto al tavolo, le mie e le sue, e un po? ci veniva da ridere e un po? cercavamo di ascoltare i discorsi di CJ che parlava delle sue nipoti, una obesa e viziata, l?altra che ha un anno ormai, ma le danno solo latte da bere. E le croste delle pizze quando vanno a cena fuori. CJ diceva che fare lo zio così, con due bimbe così, e una mamma di bimbe così, è un casino.
Diceva che la bimba piccola, quella che ha un anno ma le danno solo latte da bere, c?ha le occhiaie.
E? stressata.
Poi c?ha parlato di sua nonna, ma non riuscivo più a seguire bene perché sotto al tavolo stava succedendo quella cosa di gambe che si toccavano, e già mi venivano i vuoti nella pancia.

Siamo andati a casa mia. Io e Swing.
Lui mi ha sfiorato la mano in macchina, il mignolo e l?anulare.

Però, al semaforo rosso, me ne sono ricordata di colpo.
Che – nel palazzo – c?era – il morto.
Era morto quel giorno, il pomeriggio ero tornata a casa e avevo trovato l?annuncio sul portone: Torna alla casa del padre?
(in un primo momento, tanto ero lontana mentalmente, avevo pensato be? buon viaggio, anche perché il manifesto era tutto colorato, sembrava una pubblicità, non i soliti manifesti bianchi e neri con la cornicetta. Qualcuno che andava a casa di suo padre, come dire vado al mare?).
Poi avevo capito.
Avevo abbracciato la moglie con gli occhi viola davanti alla porta di casa sua e le avevo detto qualcosa, solo che le cose che si dicono in quei momenti sono tutte cazzate e uno dovrebbe stare zitto.

Poi, a casa mia, avevo telefonato a Deeva: “ma io non l?ho visto? ho visto solo la moglie…” le dicevo. “Magari l?han già portato via. Con sto caldo?”
“Ma è morto in casa?” Fa lei.
“Eh, mi sa”.
“Allora deve stare 48 ore”.
“Miiii, ma sta notte devo dormir con il morto?”
“Eh già”.

Io e Swing abbiamo parcheggiato.
Mentre entriamo nel portone mi dice qualcosa, ma io lo blocco?
Io: Piano!
Swing: Che c?è?
Io: C?è il morto

Nell?androne delle scale abbiamo trovato il banchetto con il drappo viola spesso, con il registro per le firme.
Torna alla casa del padre?
Io: Aspetta che firmo
Swing: Eh va, fai così.
Poi ha firmato anche lui.

Nel pianerottolo silenzio assoluto. La porta di casa del morto socchiusa, qualcuno sicuramente sta vegliando, e porca miseria, sono veramente molto vicini a casa mia.
Veramente molto vicini.

E niente, siamo entrati quasi di soppiatto, e poi volevamo fare piano, ma è successo che abbiamo fatto molto casino sciogliendo la notte in liquidi salmastri, con il morto oltre il muro, e la dannata veglia notturna.

Tutum tutum
Ave maria?
Tum tutumm? mmmm?
?Il signore è con te?
?il frutto del tuo seno?
Aaaaaahhhh

Una roba pazzesca.

La mattina mi sono alzata prima io perché dovevo andare in ufficio. Da dietro la porta di casa sentivo le vicine già sul pianerottolo.
Pimpanti per il morto.
Oddio,
una morsa allo stomaco.
Sono uscita di corsa? ?giornoooo? e giù per le scale.
A Swing è andata peggio. Quando è uscito di casa, ha beccato proprio il momento in cui portavano via la cassa.
Tutti i vicini schierati, che, come lui ha messo il naso fuori dalla porta, manco a dirlo, son partiti con la radiografia. E poi quelli delle pompe funebri, belli profumati, giacca grigia occhiale scuro calzino filo di scozia e cassa a seguito.
Swing si è sistemato la chitarra sulla spalla, ha controllato di aver preso le chiavi e il cellulare, poi ha chiuso la porta.
E?un tipo che non si scompone.

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BENE

17 Luglio 2006 18 commenti

Bene, se mi dici che ci trovi anche dei fiori in questa storia, sono tuoi
ma è inutile cercarmi sotto il tavolo,
ormai non ci sto più
ho preso qualche treno, qualche nave,
qualche sogno, qualche tempo fa

Ricordi che giocavo coi tuoi occhi nella stanza, e ti chiamavo mia,
e oltre la coperta all’uncinetto, c’era il soffio della tua pazzia
e allora la tua faccia vietnamita ricordava tutto quel che ho.

E adesso puoi richiuderti nel bagno a commentare le mie poesie
però stai attenta a tendermi la mano,
perché il braccio non lo voglio più
mia madre è sempre lì che si nasconde dietro i muri
e non si trova mai
e i fiori nella vasca sono tutto quel che resta e quel che manca,
tutto quel che hai
e puoi chiamarmi ancora amore mio

E qualche volta aspettami sul ponte, i miei amici sono tutti là
con lunghe sciarpe nere ed occhi chiari, hanno scelto la semplicità,
se Luigi si sporge verso l’acqua sono solo fatti suoi

E ancora mille volte, mille anni, ci scommetto, mi ringrazierai
per quel sorriso ladro e per i giochi, i mille giochi che sapevi già
e ancora mi dirai che non vuoi essere cambiata, che ti piaci come sei

Però non mi confondere con niente e con nessuno, e vedrai…
niente e nessuno ti confonderà
soltanto l’innocenza nei miei occhi, ce n?è già meno di ieri, ma che male c’è
le navi di Pierino erano carta di giornale, eppure vedi, sono andate via
magari dove tu volevi andare ed io non ti ho portato mai
e puoi chiamarmi ancora amore mio

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Uomini normali ? parte seconda (continua da 11 maggio)

13 Luglio 2006 15 commenti


Ho avuto modo di conoscere altri uomini normali.

E? bello, è simpatico ed è estremamente affascinante. E? una contraddizione continua ed è per questo che ti piace. Ti parla come se foste insieme da una vita, ma in realtà non è mai successo niente. Ti invita a cena fuori si, ma poi alla fine non ti ci porta. I motivi sono al limite del ridicolo. Ti fa arrabbiare in modi diversi, per cose assurde, però ti conquista con mille parole. Sempre. Ogni volta che lo senti ti fa saltare i nervi e poi ti fa sciogliere come un ghiacciolo al sole con una frase perfetta nel momento giusto. Ti dicono tutti che ?è lui?, è l?uomo della tua vita. Aspetti le sue chiamate e anche se sono cento al giorno ti sembra che non ti diano fastidio. Entra nella tua vita come un fulmine e nello stesso modo ne esce. Ti prende a tal punto che non pensi assolutamente a niente. Non lo immagini come tuo futuro fidanzato perché ti interessa averlo in quel momento. E basta. Ti dice che in due settimane sarai innamorata di lui e a te vien da ridere?quando, invece, dovresti mandarlo affanculo subito! Quando lo vedi ti fa battere il cuore forte, non per amore, ma per una questione fisica. Mi permetto di usare un?espressione tipica di noi amiche strane: ?ti fa sangue?! Poi bon. Finisce qua. E tu non hai avuto nemmeno la soddisfazione di averlo. E lo vuoi. Lo vuoi incondizionatamente. Ti rendi presto conto di quanto sia solo attrazione. E allora non ci pensi più. Il problema in questo caso è che non trattandosi di una questione di testa o di cuore, quando lo rivedi provi sempre le stesse identiche sensazioni. Anche se non ci pensi mai e sai perfettamente che, qualunque cosa succeda, non andrai mai a letto con lui. Ma il fatto che tu non ci sia andata la fa diventare una ?questione in sospeso?. E allora finchè lo vedrai sarà sempre così. Sono quelle cose che rimangono. E? uno di quegli uomini che in qualunque momento lo incontrerai, ti farà sempre sentire un vuoto nello stomaco, come sulle giostre, anche se hai di fianco a te l?uomo che ami davvero. Di lui non ci si può innamorare. Mai. Grazie al cielo.
Poi c?è quello che vuole fare l?amico e basta. Qui non spendo troppe parole. Credo molto nell?amicizia tra uomo e donna, ma non quando c?è attrazione. Non quando succede qualcosa. E? e rimarrà sempre una farsa.
Poi c?è quello che ha tutto ciò che a noi donne non piace, ma che ti colpisce perché si mostra subito per quello che è. Non fa finta di essere un altro tipo di persona. E? schietto, non ti rompe le palle per nulla perché deve farti vedere che non gli interessi. Ti lascia libera in tutto perché vuole essere libero lui. E a te va benissimo così. Non ti dà fastidio niente di quello che fa anche se sono cose assurde. In questi casi non capisci cosa stia succedendo?lui fa mille parole, però poi sul più bello si tira indietro. E lì scopri che in realtà ha una testa e che questa ha più potere del suo organo. E allora lo riscopri?e inizi ad innervosirti un po? quando fa lo stupido con le altre?ma continui a non dirgli nulla. Ad un certo punto ti chiede cosa vorresti e tu (che non te lo aspettavi), siate certi, non sai proprio cosa rispondergli. E non lo capirai mai. Questo tipo ti piace perché è così e perché è tutto molto ?free?, ma per gli stessi motivi non ti piace.
Veniamo al colpo di fulmine. E? quello che vedi per caso per strada, ti piace, lo incontri subito dopo nello stesso posto in cui tu devi passare tutto il pomeriggio, lo guardi, lui ti guarda. Non sai come, ma ti trovi a parlare con lui passeggiando per un paese che nemmeno conosci. Lui ti lascia il numero e tu sei già cotta. Gli mandi un messaggio spettacolare e lui ti chiede di rivedervi. Parlate per ore ed ore?e poi passi la notte con lui. E? come te, ti sembra un sogno. Beh, cosa c?è che non va in questo ragazzo? E? perfetto! Abita a 700 km da te. Ed è un artista.
Ah! Poi c?è quello che sta benissimo con te, parla tanto con te, ti chiama spesso per uscire con te, ti fa innamorare sul serio, fa l?amore con te. Qui sparisce per un mese e torna dicendoti che per lui sei una grande amica e basta. E che ci tiene a te perché ?hai una bellissima testa? ed è difficile trovare ragazze così intelligenti. Accetti l?amicizia, ma lo devi sopportare baccagliarsi le ragazzine fighette in minigonna e brillantini alle feste d?estate.
Ultimo. Per ora. So già che la lista continuerà.
L?hai conosciuto per caso in un locale. E? amico di amici. Ti piace, ma tu non sei nel momento giusto. Ti offre una birra e ci parli tutta la sera. Non lo rivedi più per un anno. Lo ?fai? invitare ad una festa e adesso potrebbe essere il momento giusto. Lui se la gioca bene tutta la serata e pensi che potrebbe essere uno con cui condividere parte del tuo tempo?perché la vita è troppo! Addirittura scopri che ha i tuoi stessi ideali. Tifa la tua squadra (!) e avete di che parlare sempre. Tutto al top. Poi ti dice che è ?mezzo? fidanzato. Ma che cazzo vuol dire ?mezzo?? Che sta con una con cui ci fa solo sesso? O che sta con una con cui non fa sesso? Mah!
Si, ho detto che volevo un uomo strano?e lo confermo.

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IL CONCERTO DEL MIO (STRANO) CANTANTE

4 Luglio 2006 13 commenti


Finalmente. Ho aspettato tre anni.Dopo quel concerto in cui l’ho visto “piccolo così” a quel festival; era pieno di fans di quegli altri.
E quando è uscito, con la sua chitarra…fischiavano. E io urlavo loro che erano dei coglioni. “Fatemi passare un po’…giuro, due canzoni e me ne torno dietro…a voi non ve ne frega nulla di lui…”
Dito medio e parolacce come risposta.
Fischi, il nome urlato di quegli altri, e Lui che accenna una canzone del gruppone e poi se ne va.
Ora no. Ora sono in prima fila attaccata al cancello. Non ce l’ho il bioglietto. Fare il mio lavoro comporta di essere paraculati al momento giusto. E dunque mi ritrovo attaccata al cancello, senza biglietto. Con la Maya e la sua bottiglia di acqua e Polase-sport. Aspetto il mio collega che arriverà tra poco per lavorare e mi passerà sti due biglietti con su scritto EURO 00.00. Zero. Gratis.
Arriva: “Amore, hai un pass e un biglietto gratis.” Apro la busta bianca, dò il biglietto zero euro a Maya e tiro fuori il mio rettangolo di carta: c’è scritto: PASS PRESS PHOTO. E un ‘orda di ragazze incazzate inizia a dire che “Figa, cè, io son qua dalle sette del mattino figa, arrivo da Bergamo cè te non puoi, figa arrivare senza biglietto e poi avere il pass, sta troia.”
In realtà una in particolare ci aggiunge cinque o sei bestemmioni. Ovviamente queste cose le dice ad alta voce di spalle. Io le busso. “Dimmi tutto.” E lei dice che, figa, c’ho proprio un gran culo.
Accanto a me, una ragazza sedicenne. Mi chiede quanti anni ho.Mi dice che non li dimostro “affattissimo”. Fuma un pacchetto di sigarette in un’ora e mezza. Quando finisce le sue e vede uno buttare via il mozzicone urla, che non sa come fa la gente a sprecare le sigarette. Parla con una cicciottella che è venuta da sola.Si sono conosciute da mezz’ora. Parlano di “‘Sti eterosessuali del cazzo!” e di “Ma tua mamma lo sa che sei…..”
IO le guardo e penso che sono davvero le ragazzette giuste per una puntata di quel cazzo di Lucignolo con quel tipo ingessato davanti al microfono.
“Cè io ai concerti ci vado sempre troppo fatta…cè l’altra sera ero fatta….” e anche “Cè…ho il polsino perchè l’ultimo taglio che mi son fatta cè ho esagerato.” Poi mi chiede cosa sia quel piscio che bevo dalla bottiglia. “E’ acqua con sali minerali, alla tua età fa bene”. Lei mi fulmina. “Passamelo cazzo ma che schifo è”. Maya la guarda ele dice “Amore non sai obbligata a bere.” “Minkia sono nicotinomane.”
E mi è venuta in mente la frase: noi non eravamo così.
Aprono i cancelli. Maya, dammi la mano. Via. La transenna.Mi ci appoggio subito. Il microfono è davanti a me. Ma fa un caldo porco.
Tanto, mi dico, sono abituata a vedere i concerti in mezzo al bordello, arrivo a casa con i lividi…ma va bene. E poi abbiamo fatto solo tre ore e mezza di coda sta volta. Ancora tre ore circa e inizia.

Poi succede l’imprevisto.
Sento una nausea tremenda. Sale, sale ancora. Meno male che ho la transenna davanti…Sale…la nausea è insopportabile. Inizia una tachicardia che non so descrivere. “Maya…io sto per stare male, cazzo.”
Lei si volta e con calma chiede se qualcuno ha dell’acqua.
Prima di capire che sto svenendo penso che oggi mi prenderò la mononucleosi. Ho in bocca una caramella a forma di spicchio di arancia.
Faccio in tempo a pensare che se non la sputo, mi andrà per traverso e morirò, svenuta soffocata da una caramella.
La sputo e per un momento NON SENTO NIENTE.
POi qualcuno mi appoggia un fazzolettino bagnato sulla fronte e mi bagna i polsi.Ok ci sento di nuovo. Apro subito gli occhi e ho le gambe appoggiate alla transenna. Sono sdraiata sulle gambe di gente che non conosco. Una ragazza col naso da folletto ordina al suo ragazzo di tirare fuori una brioche. “Tieni, il buondì taroccato. E’ pieno di conservanti! Ti fa bene.”
Io ringrazio. “Grazie.” E mi scuso per tre minuti. Mi dice la folletta che ho anche ripreso un po’ di colore.

INIZIA IL CONCERTO.

Si spengono le luci. Eccolo. Cammina come un principe, con l’aria fiera va a prendere la chitarra. Io ritorno sedicenne e lancio un urlo liberatorio.
Ce l’ho a due metri. Maya mi dice che devo usare il pass e andare sotto il palco. Ma non me ne frega niente. Lo vedo benissimo.
Rimango incantata. Shok da concerto. Da concerto di un gruppo che ti piace tanto. Non mi ricordo le parole. Eppure le so tutte. Allora guardo e basta.
E lui ci mette l’anima. E la sua voce è bellissima. E mi fa piangere.
perchè se è un bel concerto piangi.
Lui guarda di qua. Penserà che ci faccio lì. L’unica che sta immobile e guarda. Guarda spesso. Maya mi tocca il braccio col gomito e mi fa “EeeeeeH!” Come dire che ci guarda perchè si è innamorato di noi. Allora penso che è così. E lo so che non è così. Ma giochiamo che era così.
Questi sedicenni sono moscissimi. Mi fanno pena. Mi passa lo shok da prima canzone e inizio a SDARE” come diceva una volta Fabry.
Canto, urlo, salto, ballo.
Ai concerti in prima fila senti il profumo del Cantante che ti piace e SDAI di brutto.
Era il suo odore sono sicura. E se non è il suo profumo, sei convinto che arrivi da lì.
Il contrario accade a teatro. L’attore fuma e vedi il fumo ma ti convinci che la sua sigaretta non abbia alcun odore e ne vorresti seubito una uguale.
Qua il profumo è suo. Sono sicura. Fuma. La sigaretta del Cantante si sente. Tutti/e urlano titoli di canzone che vorrebbero sentire.In un secondo di “silenzio” dovuto ad un suo accordo, io ne approfitto e lo chiamo per nome.
Lo urlo, il nome. Lui si gira mentre soffia via il fumo dell’ultimo tiro. Butta la cicca. E stavolta, cazzo, GUARDA ME. Mi sorride e piega un po’ la testa. Poi fa un altro accordo e questa volta le parole le so a memoria.

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