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Archivio Ottobre 2006

CARTONI

31 Ottobre 2006 31 commenti

Visto che si parlava di tv, ora voglio fare un tuffo nel passato per ricordare quei pomeriggi sul divano con i piedi che non toccano per terra, con la merenda sulle ginocchia e le briciole sulle labbra.
I pomeriggi dei cartoni animati.
Quando c’erano ancora le sigle, quelle bellissime, quando la furia di una Cristina d’Avena anni ’90 non aveva ancora contaminato i nostri eroi preferiti rovinando le sigle con i suoi singhiozzetti da 40enne psicopatica.
Dico solo che un giorno ho sentito la nuova sigla di Spank. Hello Spank.
Che tutti conosciamo come SpEnk.
La psicopatica cantava: “SpAnk, SpAnk SpAnk!”
Con la A.
Ma cosa pensano, che noi bambini degli anni 80 non sappiamo che si chiama con la E????
Ora inizio la lista, se dimentico qualcuno…aggiungetelo voi.

Candy Candy
Giorgie
I puffi
Gli Snorky
Ciobin
Rocky Joe
Sam il ragazzo del west
Anna dai capelli rossi
Hello Spank!
L’uomo Tigre
Sugar
Sasuke il piccolo Ninja
I cavalieri dello Zodiaco
He -man e i dominatori dell’universo
Bem
La principessa Zaffiro
Holly e Benjy
Lallabel
Braccobaldo
Calendar man
Yattaman
Mazinga
Orso Jogi
Alvaro e Camilla
Catch the pigeons
Geeg robot d’acciaio
Astroganga
Là sui monti con Annette
Dolce Kati
Heidi
Dolce Remi
Pollon
David Gnomo
Demetan e le rane dello stagno
Ippo Tommaso
Carletto il principe dei mostri
Mago Pancione
La balena Giuseppina
Fantaman
Tutti in campo con Lotty
Mila e Shiro
Mimì
Conan
Daitan 3
Lulù principessa dei fiori
Coccinella
Cibernella
Lamù
Jenny la tennista
Il mio nome è Jem
Doraemon
Pinocchio
Lilly (quella che si mangiava i confetti e diventava grande)
Dolce signora Minù
Occhi di gatto
Il grande sogno di Maya
Don Ciack castoro
Belle e Sebastien
Bum Bum il cagnolino
Lo specchio magico
Libro Cuore
Toriton
Ryu
Non me ne vengono pyù

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UNA STRANA, STRANA BAMBINA

30 Ottobre 2006 8 commenti

Già da piccola ero Strana.
Uno dei ricordi più vecchi che ho mi ritrae mentre di nascosto mando giù gli orecchini di una Barbie.
E l’anello, anche.
Mandare giù, nel senso di deglutire.
Non so perchè, ma avevo questa fissazione, di ingoiare oggetti minuscoli.
Ho ingoiato anche i braccialettini di una bambolina souvenir vestita da spagnola. Le nacchere le aveva incollate alle mani.
Mi ricordo che andavo fuori per Mike.
Mi sparavo: Bis, Superflash, Telemike.
Non li fanno più quei bei quiz di una volta.
Domanda e risposta. Bam! Botta e risposta.
Non quelle cazzo di pause di Gerry Scotti o peggio ancora, di Amadeus.
Il quiz si prendeva sul serio. Ogni concorrente era preparato su un argomento in particolare. Il mio sogno sarebbe stato entrare in una di quelle cabine trasparenti e infilarmi le cuffie.
Mike faceva le domande e partiva il conto alla rovescia.
Ed erano cazze di domande difficili.
E io rispettavo Mike. E lo ascoltavo. E quando lui diceva di non cambiare canale che c’era la pubblicità, io non cambiavo canale.
Se dovevo alzarmi per fare la pipì mi sentivo in colpa.
Ed ero convinta che lui mi vedesse.
Mike.
Credevo che mi vedesse.
E stavo seduta composta.
Poi mi hanno detto che non mi vedeva.
Ma non ci credevo, allora ho iniziato a mostrargli un pezzettino di lingua.
Poi mezza metà.
Non faceva una piega.
Allora una sera ho pensato che se davvero dovevo provare a capire se mi vedeva o no, avrei dovuto fargli un gestaccio di quelli irripetibili.
Quello del dito medio.
Solo che io non ero capace.
Mi hanno vista davanti al televisore intenta a mostrare l’indice a Mike.
Una volta ho fatto la tinta a Cicciobello Go. Quello che camminava.
Gli ho messo la pappetta che puzzava di ammoniaca in testa (aaaah! Quelle deliziose tinte casalinghe per capelli degli anni ’80!)
E mi sono incazzata perchè non solo non è diventato color mogano.
Ma i capelli da bimbetto crucco sono diventati una stoppaccia lanosa.
Avevo 4 anni.
Abitavamo al terzo piano e mia madre per convincermi a non sporgermi dal balcone ha preso una mozzarella e l’ha lanciata giù (!!).
Poi mi ha portata in cortile a vedere cosa era rimasto della povera mozzarella spataracchiata al suolo.
“Vedi cosa succede se cadi?”
(Poi le devo chiedere da che pusher andava)
Qualche giorno dopo, approfittando di un momento in cui lei era in bagno,
ho preso una sedia, l’ho appoggiata alla ringhiera del balcone e mi sono nascosta, accucciata sopra il ripiano dell’armadio. Dietro i cappotti.
Mia madre inizia a cercarmi. La sento che mi chiama. Ma io, zitta.
Mi chiama con una voce sempre più preoccupata.
Io, zitta.
Va verso il balcone, mi chiama.
Io zitta.
Sento solo: “HHHHHIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!”
Ha visto la sedia.
In quel momento esco dall’armadio e dico: “Séttete!”
Miiinkia quante sculacciate.
Mia nonna ha iniziato a chiamarmi Daria Argenta.
All’asilo nido volevo pisciare in piedi.
A tutti i costi.
A costo di pisciarmi sui vestiti.
E a mia cugina dicevo: “Giochiamo agli uomini?!”
Con la frangetta sugli occhi ed i capelli da “giappo -ne -si -naaa!!” come diceva il coiffeur gay di mia madre, facevo scherzi telefonici tremendi, con la Sharon.
Lei era stronzissima.
“Dica a suo marito che ieri sera ha dimenticato le mutande a casa mia.”
Era il nostro scherzo preferito, facevamo le “Rovina – famiglie.”
“Suo figlio ha comprato 5 felpe della Best Company e tre paia di Timberland ed ha lasciato a lei tutto da pagare.”
“Sono la Dottoressa …dell’ufficio di igiene…hanno segnalato che il suo bar non ha la lavastoviglie. Abbiamo mandato delle persone in borghese…c’è una multa..”
A dieci anni ero meglio dello Zoo di 105.
Per non parlare della mia passione malsana per i film horror. E per “Chi l’ha visto.” Che dal 1989 non ne perdo una puntata. E se esco la registro.
In un tema delle elementari dico che sono indecisa sulla mia professione.
“Non so se fare la scrittrice o l’attrice di film di Dario Argento.”
Egocentrica.
La mia vicina di casa era una signora anziana, suo nipote (sei anni meno di me) veniva ogni sabato. E mi cercava per giocare.
Aveva paura di tutto. Un cazzo di bambino rincoglionito. E spia, anche.
Andava a raccontare tutto quello che gli dicevo a sua nonna.
Tipo, un giorno aveva le mani sudate. Gli sudavano sempre le mani.
Allora gli ho detto che conoscevo un bambino al quale sudavano le mani perchè era stato morso da un serpente a sonagli e non se ne era accorto.
“E poi?” Mi chiedeva terrorizzato.
“E poi, niente. Un giorno le mani gli sono cadute ed è rimasto senza.”
Penso che deve essere andato in terapia per tutte le stronzate che gli ho detto.
Poi gli ho detto che nel cortile c’erano i bambini morti.
E lui faceva “Tz, tanto non è vero”
E io dicevo che doveva credermi, perchè io ne avevo conosciuto uno.
Poi guardavo dietro il frigorifero e dicevo: “Robert, esci dai, fatti vedere un attimo” . Il bambino spia a momenti si infarta. A sette anni.
Io ne avevo 13.
Mi fermo.

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VERRO’ CENSURATA PER QUESTO

27 Ottobre 2006 22 commenti

Mi dico: è incredibile.

Mi riferisco ai blog in homepage di Tiscali.

E all’elenco dei blog raccomandati.

Non è che io vorrei vedere a tutti i costi i mie post in prima pagina.

Anzi, non me ne può fregare di meno.

Nonostante io sia un’egocentrica del cazzo non mi interessa essere protagonista di una pagina.

Ma mi chiedo se è possibile che da un anno i blog raccomandati siano sempre gli stessi.

E nella maggior parte di questi si parla di cani gatti etc.

Non che mi facciano nschifo gli animali.

Ma ho letto tantissimi blog interessanti, esilaranti, insomma degni di essere letti. Invece…no. Se non parli di cagnolini abbandonati, gattini spellacchiati & company…niente. Non ti caga nessuno.

Mi sono rotta i coglioni di sentire parlare solo di cani gatti etc.

Mi sono rotta i coglioni.

O si parla di animaletti o si parla di albe e tramonti. Parlo di quelli in home page di Tiscali.

Il fatto che io non abbia postato per una settimana è perchè mi sono rotta i coglioni. A parte che ora verrò censurata.

Presto ci spostiamo.

Abbiamo le scatole frantumate dai cuoricini, dalle case nella prateria e dai post in homepage che sono sempre delle stesse persone.

Tiscali predilige i depressi, i senza speranza e gli animali.

Che palle dopo un po’.

Ho ragione o no?

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VOGLIO UN CAFFE’ NON SCHIFOSO

20 Ottobre 2006 31 commenti

Ho appena bevuto un caffè schifoso.
Bicchierino di plastica, palettina di plastica.
Caffè freddo.
Anzi, RAFFREDDATO, che è molto peggio.
Quel caffè che bevi perchè te lo hanno portato sul vassoio con tanto di biscotti.
Ma ti fa schifo già l’odore.
E nel frattempo, mentre la tua collega con la faccia da dipinto del Rinascimento ti porge il vassoio tu pensi: ecco anche oggi mi tocca.
Un morso al biscottino.
E un sorsino di caffè.
Espressione disgustata.
Ogni giorno mi dico: da domani chiedo di farmi il the.
Caffè che è diventato tiepidino.
Quel caffè della macchinetta che avrà il suo design ma fa un caffè schifoso.
Sarà l’acqua dentro. Che è lì stagnante.
Oddio. L’acqua con le rane.
Così la chiamava Roxi al liceo. L’acqua della bottiglietta da mezzo litro che ti porti a scuola e piano piano evapora nella plastica.
Ma no, con tutti i caffè che si fanno qua dentro, l’acqua si consuma in fretta.
Ma dove sono finite quelle macchinette del caffè di una volta?
Quelle enormi, delle fabbriche, degli uffici, degli ospedali, che si potevano prendere a pugni.
Sgraziate, poco in linea con gli uffici fashion design
ma facevano un caffè buonissimo.
Il caffè schifoso che soddisfazione ti dà?
Nessuna.
Come la birra calda.
La pizza fredda.
Il pacco di biscotti aperti da troppo tempo.
L’anguria insipida.
La coca cola sgasata.
Un toast freddo.
Il tiramisù bello da vedere ma che non sa di niente.
Un big bubble masticato per mezz’ora.
Ora esco e vado al bar.
Voglio un caffè non schifoso.

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CLICK!

18 Ottobre 2006 16 commenti

Ripenso a quante foto ho sparse per casa.
E a quante sono chiuse nei cassetti. Altre, quelle che almeno una volta al giorno devo guardare, sono sulla scrivania. Quelle le cambio periodicamente.
E quante fotografie ho nascosto per non vederle più.
E poi sono andata a cerarle perchè ho realizzato che potevo rivederle tranquillamente.
Chi l’ha detto, chi l’ha stabilito che nelle foto si deve sorridere?
E come cacchio è che in alcune foto siamo incredibilmente belli e per altre invece c’è il nascondiglio delle foto venute malissimo?
Mi ricordo Flavio, guai a farlo mettere in posa. Aveva ‘sta fissazione che le foto dovessero essere naturali ma siccome lui non era Newton e la macchina usa e getta che usava (o quella trovata nel dixan) non erano esattamente professionali, finiva che scattava e mi scattava foto orribili. Sfocate, inquadrature ravvicinatissime che venivo stile elephant man…e poi foto di pezzi di mano, di orecchie…
Io invece lo obbligavo a mettersi in posa e lui si incazzava.
Un pomeriggio io e Roxi abbiamo deciso di farci un servizio fotografico casalingo.
Roba che scattavi e chi c’è c’è. Mica esistevano ste macchine digitali che se vieni di merda ti cancelli.
Lei aveva portato a casa mia una valigia.
Davvero, aveva portato vestiti, gonne, e sto completo da uomo gessato col cappello che aveva addosso quando le ho scattato la foto con la rosa in bocca.
Roxi seduta sulla sedia con lo schienale al contario, col gessato il cappello e la rosa in bocca.
E poi c’era la mia da porno – segretaria con tanto di macchina da scrivere gonna a tubino capelli raccolti male stile “oops ho appena incontrato il direttore” tacchi, autoreggente e camicia bianca.
Poi Roxi vestita da boliviana, che non chiedetemi com’era so che aveva anche un atlante aperto sulla bolivia. Tutto perchè si era innamorata di uno…ma qua si dovrebbe scrivere un post sul boliviano…
E poi la foto davanti al mio pianoforte, che sono io ma Roxi non capisce mai se sono io o è lei.
E quella mia, in cui ho una faccia tristissima. Volevo far sentire in colpa una persona e mi son fatta scattare questa foto stile ” sto per piangere”.
Che idiota.
Le foto di Ludovica, con gli orecchini a cerchio (della bicicletta) e la maglietta di Simon Le Bon.
Le foto di Cleo con le sue mille acconciature. Capelli cm 2 colore: biondo, rosso (fragola), rosa, nero, viola. Lunghi lisci, ricci…
Le foto del liceo con Imma con i suoi inseparabili anfibiazzi, Roxi con le sciarpone o i cappelli.
Le foto con Maya. Un altro servizio fotografico degno di nota.
In bianco e nero.
A colori: truccatissime, acqua e sapone, capelli cotonati, lisci, ricci, mossi, frisé, lei giallo canarino (quando ha sbagliato tinta), io naturali, io nero corvino, lei biondo miele. Lei neri (l’unica bionda naturale che si è fatta NERA)
io color prugna…o melanzana fate voi. Lei che fa le robe Break e fa le pose mentre si contorce con gli addominali a cubetti in bella vista, lei con i pantaloni arancioni di cui va fiera: “Hip -hop!” fa lei. “Alcatraz” ribatto io. Poi ci sono quelle intitolate BRONX, in cui siamo cazzutissime accigliate e poco raccomandabili. Quelle “Minkiakerrridere” in cui l’autoscatto ha fatto il suo dovere ma noi eravamo piegate in due dalle risate. E quelle cherry – cess. Ora vi spiego.
Riguardando le foto, in particolare quelle lesbo – soft in cui le mi porge una ciliegia e io spalanco la mia boccuccia e socchiudo gli occhietti ci siamo accorte che c’era un piccolo particolare a guastare la location pressochè perfetta per il nostro servizio.
Abbiamo scattato tutte le foto nell’ingresso di casa sua. Lasciando la porta del cesso aperta. Quindi in primo piano ci sono ad esmpio io stile VOGUE – MILANO VENDE MODA, foto fighissima color seppia extra professional, e se guardi dietro imponente, bello, il cesso…
E ancora Roxi. Una volta guardando le mie centinaia di foto ne prende una in mano. Una ragazza con gli orecchini a mezza luna molto primi anni ’90, la frangiona e la mezza coda. Ha un biscotto in mano e sorride perchè qualcuno le ha fatto la foto mentre stava masticando.
Mi fa: “E questa chi è?”
Era lei.

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L’UOMO COL BASTONE O LA CAROTA

17 Ottobre 2006 209 commenti


In questi giorni sto curando la mia corrispondenza personale.

Deeva riceve molte e mail.

Tutte da uomini.

In queste graziose missive elettroniche, ci sono spesso e volentieri allegati particolari, tipo foto di piselli. E non mi riferisco all’ortaggio.

Sappiano, i signori proprietari dei vari membri non parlamentari che la reazione di DEEVA non c’è. DEEVA non teme i vostri già insulsi attrezzi.

Le foto che mandate sono tra l’altro a bassissima definizione, sfocate.

Prima le cestinavo. Ora ho pensato di farmi un bellissimo album virtuale di ortaggi sciapiti a bassa definizione.

Per ricordo.

E un po’ per beneficenza. Perchè, diciamocelo, questi falli falliti non li vorrebbero neanche nei pornazzi di serie C.

Comunque.

Ho notato che i signori in questione sono molto attirati da DEEVA L’Amica Strana per via del suo essere un po’ “stronzetta e autoritaria”.

Così mi definiscono.

Insomma, da una parte c’era l’Egregio Avvocato Sadomaso (vi rimando alla sua lettera pubblicata sul blog, cercate “Avvocato Sadomaso” e troverete tutto)

che si proponeva alle AS come portacenere, netturbino, sputacchiera, poggiapiedi coi paraocchi, animale da soma…

dall’altra ci sono quelli che non si sbilanciano. Almeno l’ Avvocato era sincero.

Altri ti fanno capire in modo molto velato che vorrebbero nell’ordine:

– baciare i miei preziosi piedi

– leccare la mia ascella o l’incavo del ginocchio

– farsi frustare

E io rispondo sempre ai miei marrchesini De Sade.

E loro mi trattano come se io le risposte me le studiassi per tre quarti d’ora prima di scrivergli.

No, io dico la prima cosa che mi passa per la testa.

Tipo, ora un uomo mi scrive e si sbalordisce per quanto io sia diretta nelle mail.

Una vera stronzetta autoritaria.

Con le donne, mi dice ad esempio, ci vuole il bastone e la carota.

Fino ad ora mi sono arrivate solo fotografie di carote appassite.

Comunque, la maggior parte, come lui, ama le donne autoritarie.

Gli ho domandato se sotto sotto vorrebbe farsi frustare un bel po’.

Molti sperimentano per finta la dominazione quando fanno sesso.

Ad uno di loro ho domandato (copio e incollo parole mie):

…No, guarda i particolari non li voglio.
ma non ti viene da ridere mentre trombi con una e fai la parte di he
man il cominatore dell’universo?
Io non riuscirei. ‘Ste cose mi venivano bene quando giocava alle
Barbie:
dicevo a mia cugina: “Tu adesso dicevi che volevi un bacio e io ti
mandavo a fanculo.”
Lei faceva Ken e io Barbie. Solo che lei era rincoglionita e invece di
ripetere la battuta faceva tutta convinta:
“Che volevi un bacio e io ti mandavo a fanculo”.
E io ho capito che dovevo giocare da sola.
oddio ma che ssò i “rapporti spinti”?
Ma fatevi tutti quanti una sanissima trombata e non pensate troppo.
A proposito dei miei appetiti sessuali ti dirò solo che io la vedo
così:
A volte va bene un pranzetto coi fiocchi, altre va meglio un hamburger
bisunto.
Altri mi parlano della loro attrazione per le donne autoritarie
….Ah, c’hai attrazione repulsione per le donne autoritarie. Come non
so…per la cacca.
Tutti la guardano quando la fanno ma ovviamente fa schifo.
…Un altro mi dice che le donne autoritarie si obbligano a tirare dritto.

La mia risposta è stata :

“Un giorno uno mi impose di rigare dritto.
Mi mangiai il suo fegato.
Con un bel piatto di fave.
Ed un buon Chianti.

(libera interpretazione di una battuta de “Il silenzio degli innocenti.”)

Nè bastone nè carota.
Prediligo le caldarroste.”

DEEVA VI AMA TUTTI.

E ognuno di loro si sente privilegiato: “Grazie Deeva che rispondi solo a me”.

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CASA STRANA

17 Ottobre 2006 22 commenti


Mi È Stata Fatta Una Richiesta A Cui Non Posso Sottrarmi E Mi Ritrovo Qui A Scrivervi Per Raccontarvi Cose Noiose, Monotone, Banali, Scontate, Ma Qualcuno Le Deve Pur Raccontare, No? Mica Possono Essere Tutti Filosofi E Discutere Sui Dubbi Esistenziali Del Tipo Cogito Ergo Sum? E Ora Mi Tornano In Mente Pensieri Rivolti Al Prof Di Filosofia che Dava 8 ?Perché Tu ti Chiamavi Così, Ma Lui Era Filosofo E Aveva Idee Tutte Sue?
Ma Torniamo A Parlare Di Ciò Per Cui Sono Stata Chiamata In Causa? Casa (che Bel Gioco Di Parole!)?
E Finalmente Mi Ritrovo Nel Mezzo (Anzi ¼ + ½ = ¾ ) Del Cammin Della Mia Vita Anche Se La Via Non Era Smarrita, Con L?acquisto Di 4 Mura E 1 Muretto Giusto All?entrata? Da Me Ci Sarà Scritto ?Lasciate Ogni Cicca Voi Ch?entrate?!! o se preferite ?Lasciate ogni speranze voi che fumate?!! Sì Perché Io Non Fumo, Sono Fumata Di Natura, E Allora Egoisticamente Parlando ?Meglio Una Casa Profumata Che Una Cicca Fumata?!!! (:-|)
Forse questa sarà una causa persa, ma io sono ?caparbia?, e quindi iniziamo raccontandovi della prima cosa che vedrete in casa: il BALCONE!!! È unico, lungo e stretto (1 m), ma in fila ci si sta, possiamo giocare anche a rincorrerci lungo la casa, perché ogni stanza (in tutto 3) è collegata al balcone. Ma per fortuna per andare in balcone si passa dal soggiorno (giusto all?ingresso della casa) e una volta posata la cicca, potrete sprofondare sullo splendido divano in pelle (NUOVO E DELICATO!) e provare i due relax retraibili. Sì avete ragione, la sigaretta ci starebbe bene lì ma NON SI FA!!!
Potrete accompagnare il dolce rilassamento con la lettura di un libro sull?Arte o per chi si vuole infervorare di rosso? sul Comunismo? Per chi non vuol pensare potrà invece guardare la TV (=TRISTE ma VERO ovvero TREMENDA VIOLENZA) dirimpetto al DIVIN DIVANO (che presto sarà collocata al suo posto?).
Si potrà inoltre appoggiare ?dolcemente? il libro consultato sul tavolo che non potrete non notare per il semplice fatto che ha uno stile tutto suo? ma presto avrete modo di vedere di persona, certo non tutti Voi Lettori, solo gli Intimi Eletti?
Proseguendo il cammino, potrete inoltrarvi in un Corridoio da dove prendere la rincorsa per gli Incontinenti, dato che in fondo è collocato il Servizio in Ceramica laccata dove poter abbandonare ogni ritegno? Vabbé ero partita bene, ora cerco di ritornare a un linguaggio più appropriato?
Dicevo, il Corridoio dà accesso alle altre 2 stanze, camera e cucina.
Fine prima parte?

Riferimenti: ?Lasciate Ogni Cicca Voi Ch?entrate?

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NON ESISTE

16 Ottobre 2006 5 commenti


Jt Leroy, il giovanissimo scrittore di “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” NON ESISTE.
Lo sapevo.
Lo sapevo che era tutta una montatura.
E conosco persone che se ne sono innamorate di questo biondino con la mamma mignotta, col passato da film dossier.
Violenze, abusi, droga.
Ti appassioni. Credi di avere per le mani la storia vera di questo Jeremy “Terminator” Leroy invece no.
La vera mente che ha partorito questa genialata è quella della signora Laura Albert nata a Brooklyn nel 1965.
Ha scritto spacciandosi per questo ragazzetto. Un po’ soffre anche di sdoppiamento di personalitò da quanto si può leggere in una sua recente intervista…
Ma ha fottuto tutti.
Un giorno una giornalista voleva intervistare JT.
Lei, ha fermato un ragazzetto biondo per strada e gli ha chiesto di stare zitto e muto al tavolo di un bar per 50 dollari, davanti ad una che avrebbe cercato di fargli delle domande.
Così è andata. Si è sparsa la voce che JT era biondino e carino.
Poi Jt è stato impersonato da un’amica della Albert.
In tutte le pose, sempre con una parrucca bionda in testa. Poi nelle foto inizia a comparire anche una donna con i capelli rossi, Laura Albert appunto.
E ci sono siti dedicati a lui, è diventato un cazzo di mito e non esiste. Sappiatelo. JT Leroy NON ESISTE.

ED ORA LA VERITA??

Anche DEEVA che vi scrive qui su questo blog, non esiste.
Cioè esisto io.
Mi dispiace avervi preso in giro.
Le Amiche Strane non esistono?Era una burla.
Volevo vedere se riuscivo a crearedei personaggi che mi avrebbero accompagnato in questi mesi in cella. Pensavo alle Amiche Strane e mi sentivo meno solo.
Ci ho provato.
Ora getto la spugna. Non è giusto.
E’ tutta una farsa.
Deeva è solo il nome di una squillo con cui ho fatto una rapina a Bruxelles.
Sono un detenuto e scrivo nelle ore di permesso premio. La sera torno a dormire in carcere.
Ho 56 anni e sono dentro per truffa, rapina, corruzione, aggiotaggio e altri reati minori.
Devo ancora scontare 38 mesi.
?.
??
??
??????
???????.MMMMMMMHHHHPPPPHHFF!!! AAAAAAAhah ahhhhh!!!!
Ci siete cascati eh??.

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LASCIATE CHE I MATTI VENGANO A ME

12 Ottobre 2006 32 commenti

Svalvolati, squilibrati, psicolabili maniaci e pervertiti. Li becco tutti io.
Ricapitolando brevemente:
- Il pazzo che mi scriveva le dediche d’amore e le minacce di morte sulle macchine parcheggiate, con il pennarello indelebile; oppure scriveva proprio il mio nome e cognome e i proprietari delle macchine mi telefonavano tutti incazzati: “Che fai? Gli autografi sulle macchine? Ti denuncio!”
E vagli a spiegare che era stato lo psicopatico.
- Il maniaco del calcio nella pancia. Mi telefona e tra le varie domande che mi fa mi chiede:”Se ci fosse davanti a te un ragazzo appoggiato ad un muro, con gli addominali mollissimi, glielo tireresti un calcio fortissimo nella pancia?”
- Il maniaco che alla fermata del pullman mi chiede se lì c’è il capolinea e poi mi guarda le tette e si sporge proporio e le indica e fa: “E lì cosa c’è?”
- Il ragazzetto che mi segue a ferragosto (leggi il racconto di questo gradevole episodio scriviendo in “cerca” : Piccione antistupro) e quando gli chiedo “Mi stai seguendo??!” Mi fa “Sì, mbeh?”
Tra i casi irrecuperabili:
- L’amica con i baffi che mi rubava le cose. In casa mia, mi voltavo un momento e lei mi fotteva: cassette, matite per gli occhi matite per le labbra, rossetti.
Poi una sera a casa sua ha aperto un cassetto davanti a me e dentro c’erano le mie cassette, le mie matite i miei rossetti… Sono rimasta di merda. Non sono riuscita a dire niente.
Una volta ha aperto la borsa e c’era la mia crema depilatoria per gambe lisce più a lungo. Non ci potevo credere. Le ho telefonato e le ho chiesto tra una cosa e l’altra se mi poteva riportare la crema. Lei ha fatto finta di niente, come me. Poi me l’ha restituita facendo finta di niente.
Ha dei problemi, pensavo.
Poi ho capito che mi rubava la posta. Sapevo che c’era posta per me. La postina lesbica mi aveva avvisata. (per scoprire tutto sulla postina cerca nel blog “La strana postina”)
Poi arrivava la schizzofrenica con i baffi e le chiedevo dal citofono: “Mentre sali su guardi se c’è posta?” E, porca puttana non ce n’era mai. Non ce n’era più.
Allora ho scritto una lettera a lei. “Brutta stronza, che cazzo fai? Perchè mi rubi la posta?! Schizofrenica maledetta!”
E me la sono spedita: Per Deeva L’Amica Strana.
Indirizzo Casa di Deeva etc.
La pazza è arrivata. Ha controllato la mia buca delle lettere.
La busta colorata e gonfia le ha fatto gola.
L’ha presa. L’ha letta. Ed io ho goduto.
Ma non le ho mai detto nulla.
Godevo di più a farla entrare in casa. Senza lasciarla sola un attimo.
La guardavo negli occhi e sapevo che lei sapeva.
Lei era pazza. Mi faceva gli squilli di notte a casa. Per rompermi i coglioni. Una decina di anni fa. Ma io l’ho fottuta. Ho comprato il “Chi è”. E quando alle tre del mattino è comparso il suo numero ho pensato a come fare per ammazzarla.
Ma non le dicevo nulla.
Lei faceva lo squillo a casa mia per esempio alle 2.06. Alle 2.07 faceva lo squillo a casa dei miei nonni (!!) e alle 2.08 a casa del mio ragazzo di allora.
L’ho affrontata dicendole che la doveva finire. “Non sono io.”
E’ malata. E’ pazza. Ha iniziato a fare gli squilli anonimi.Davvero furba.
La Cleo mi accompagna dai carabinieri. La voglio denunciare. Mentre faccio finta di niente. Ho le pagine stampate con tutte le telefonate. Ho la prova del “Chi è”. Ma loro dicono che non sono prove. Che devono mettermi il telefono sottocontrollo e beccarla mentre mi minaccia di morte altrimenti niente.
La voglio denunciare per molestie. Il brigadiere mi dice: “Signorì, sarà gelosa per qualche ragazzo..mò la chiamiamo e facciamo una conciliazione.”
“Se la chiamate, se viene qui, l’ammazzo di botte davanti a voi.”
E la Cleo sbarra gli occhi. Forse non è il caso che la chiamino. No.
Volevo aspettare per incastrarla. E la rabbia mi saliva.
Poi un giorno ha rubato una cosa che non doveva toccare.
E allora ho fatto ancora una volta finta di niente.
Passeggiavo sotto casa sua.Era sera, lei è uscita.
Mi ha guardata e ha sussurrato: “Puttana”.
Le sono letteralmente saltata addosso. Schiaffi, non pugni. Schiaffi.
Mi sono seduta sopra di lei. Schiaffoni.Lei mi tirava i capelli.
In silenzio. L’ho pestata. Facendo attenzione a non graffiarla. E a non farle così male da finire nei casini.
Ma poi ho visto che non c’era nessuno. E ho colpito più forte.
Le ho fatto sanguinare il naso.
Poi in silenzio ci siamo alzate e ognuna ha preso la sua strada.
- Di Ubaldo parlerò in un post a parte.
- L’ultimo pazzo in ordine di tempo:
Giorgio.
Mi telefona sempre. Per il mio lavoro devo essere gentile e allegra.
Si parlava delle faccende domestiche…Un sondaggio.
Lui mi fa: “Ho appena finito di lavare i piatti!”
Io: “Ma che bravo!”
Lui: “Tu li lavi?”
Io: “Eh certo!”
Lui: “Che detersivo usi?”
Io: “Nelsen”
Lui: “Io Sole!”
Io: “Mmh buono!”
Lui: “E l’acqua?”
..?
Lui: “Fredda o calda?”
Io: “Calda per lavare, fredda per sciacquare”
Lui rimane sbalordito dalla mia sapienza e fa: “Ah. Calda per lavare”
Io: “Eh”.
Lui:” E per sciacquare? Fredda!”
Io: “Eh già”.
Lui: “Ok.”
Ogni sabato chiama.
“Indovina cosa ho appena fatto?”
Di solito me lo chiedono erotomani, segaioli e porci vari.
Ma Giorgio, lui vuol solo dire che ha lavato i piatti. Vuol solo sapere che detersivo uso. E parla velocissimo e fa le pause sembra stia prendendo appunti.
“E per lavare? Usi l’acqua calda, no?”
“Sì, Giorgio.”
“Per sciacquare?”
E insieme diciamo: “Fredda!”
E lui mi saluta e riaggancia tutto felice.

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Cazzate da donna delusa in amore con cervello disconnesso

10 Ottobre 2006 19 commenti

Le donne piangono e il trucco cola sulle guance.pezzi di mascara si incastrano tra le ciglia. e le amiche hanno anche il compito di togliere dall’occhio umido i pezzi neri di mascara e lacrime. Ascolti la tua amica che piange e tu sei concentrata solo sul quel pezzo nero incastonato tra le ciglia. Vorresti bloccarla e dirle “Oh bloccati levati sto coso o te lo levo io…aspetta..” ma lei piange e tu vorresti schiaffeggiarla. No. In realtà vorresti darle due o tre scuzzette sulla nuca chiedendole se è scema davvero. Se ci è o ci fa o le piace esserlo.
Perchè arrivo alla conclusione che le piace soffrire e farsi umiliare e prendere per il culo.
Lei è la mia amica Luisa-Sfigata in amore di cui ho già parlato. (digitate Luisa in “cerca” e leggetevi i vari post).
Luisa è un esempio di donna zerbino.
Tre anni con uno. Convivono anche per un po’ poi lei lo caccia di casa perchè ha capito che c’ha zoccole di qua e di là.
Pianti crisi isteriche…lui che la stuzzica lui che scrive sms bollenti per un’altra e guarda caso sbaglia e li manda a Luisa.
Luisa spende centinaia di euro in telefonate e sms dove con la sua sintassi isterica ribadisce che lui per lei è come morto, “eh? capito? te per me ormai non esisti più esci dalla mia vita lo hai voluto te adesso io ti dimenticherò”.
Il tutto condito da frasi tipo “addio per sempre”
Poi lui non le risponde. Poi settimane dopo lei lo incontra e lui riesce a trombarsela. E lei fa la “grossa”: “Tanto lo uso, me ne fotto”.
Ma dopo ogni trombata strappata piange.
Le dico: “Ma ti si sconnette il cervello? Ti ha fatto cesti di corna.Ti ha trattata malissimo, di te se ne fotte ti chiama solo per trombare e tu vai…”
Lei parte con le “Cazzate da donna delusa in amore con cervello disconnesso”:
- eh ma al collo c’ha la collanina che gli ho regalato io (E ALLORA?)
- eh ma lui ma guarda sempre come se gli piacessi (SE TI VUOLE TROMBARE ANCORA, SCHIFO NON GLI FAI!)
- secondo me è geloso gli devo far credere che ho uno (E LUI PENSEREBBE “MAGAAAARI COSI’ TI LEVI DAI COGLIONI!”)
- su italia uno c’era “Tre metri sopra il cielo” lo abbiamo visto insieme una volta e lui non mi ha manco mandato che ne so un sms! Che bastardo! (AAAAH MA ALLORA NON E’ CHE CI FAI!)
Faccio un appello a tutte quelle pazze furiose che si attaccano a queste cagate e credono di riuscire prima o poi anche dopo anni, a riprendersi il loro ex:
Ragazze, donne, a volte quando una storia è finita è finita.
Ci sono tipologie di ex particolarmente ciniche che vi tromberebberebbero a sangue nonostante sia finita tra voi, senza il minimo rimorso.
Alcune di voi si lasciano trombare e fanno le moderne e le simpatiche, ma vi illudete. Quando arriverete a casa avrete solo l’odore della sua saliva e del suo dopobarba un po’ dappertutto e sarà tutto ciò che avrete rimediato.
E piangerete per ore e verrà l’amica a togliervi i pezzi di mascara bagnati di lacrime dalle ciglia.
Ma è possibile che ci sia questa sindrome della donna rincoglionita?
E’ possibile che come Luisa-Sfigata in amore ci siano tantissime altre donne?
Possibile che fate le dure e poi vi ritrovate a scrivere sms a lui del tipo:
“sei indelebile non riesco ad avere altre storie…non avrò mai più nessuna storia…”
Brave, continuate così, ringalluzzite l’ego porco e becero dei vostri ex.
Dategliela con l’illusione che la vostra sia d’oro e lui se ne accorga.
E rimarrete sul divano a piangere.
Senza neanche la vostra amica che vi pulisce il trucco che vi cola sulle guance.

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