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Archivio Febbraio 2007

LE DANNATE UNGHIE TRENDY

22 Febbraio 2007 37 commenti

Io ho capito che non ho pazienza.
Assolutamente non ce l?ho.
Ho comprato il kit per la french manicure.
Volevo anche io le unghie con la mezzaluna bianca.
Avrei voluto lanciarmi in decorazioni super trendy come
quelle che ha Nina. Se le fa cambiare ogni mese.
Però l?ultima volta aveva una decorazione strana:
Sembrava che avesse graffiato a sangue qualcuno?
Una righina rossa un po? ambigua?deve dirlo alla sua
Estetista.. unghista..unghiaia come si chiama.
Comunque.
Appiccico le mezze lune adesive che dovranno delimitare la mezzaluna
Di smalto bianco-gesso.
Ok, fatta anche la mezzaluna bianca.
Applico lo smalto rosa pallido quasi trasparente.
Lascio asciugare un po? (poco)
E stendo lo smalto trasparente.
Incredibile.
Sfoggio unghie stile ragazza trendy troppo vogue-vanity.
Però io non ho pazienza.
Allora per controllare il mio capolavoro, stacco gli adesivini a mezzaluna.
Mai cazzata più grande fu pensata.
Lo smalto non si era asciugato bene.
Risultato:
Ohmmmmioddio! Ne ho rovinata una!
Dischetti di cotone struccanti e solvente.
Nooo!
Non ho i dischetti.
Ho solo il tristissimo cotone idrofilo.
Ne stacco un pezzo cercando di non toccare quasi nulla.
Nooooooo!
Il cotone fa i fili e si appiccica alle unghie.
Ahahhh! Tutto il mio lavoro a puttane!
Va beh. Tre su dieci da rifare.
Le rifaccio, penso.
Ma mentre cerco di eliminare ogni traccia di smalto sbavato,
mi sfioro per errore un?altra unghia.
AAAAAh.
Tre ore-tre a cercare di recuperare la situazione.
La Tv accesa i programmi che si susseguono.
Poi, per magia finisce il solvente.
Allora io penso: meno male che ho finito.
Ma mi innervosisco perché ripenso a quanto erano
Di tendenza le mie unghie.
E mi incazzo.
Vaffanculo le taglio ?e Bon? come direbbe Nina.
Allora mi autopunisco e mi taglio le unghie stile bimba di seconda elementare.
Metto via tutto, sonno incazzata nera.
La prossima volta chiederò alla Cleo se mi dà una mano.
Prima le unghie dovranno ricrescere.
E tutto perché io non ho mai pazienza.
E se state leggendo e avete le unghie trendy annatevennafangul.

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MA VAFFANCLUB!

12 Febbraio 2007 10 commenti

C’è una categoria di persona che merita di essere descritta.
E’ quella dei fans.
Anzi dellE fans.
Quelle agguerrite urlanti a volte anche piagnucolanti-semi isteriche.
Quelle che sanno dove e quando potranno incontrare il loro amato cantante-attore-calciatore.
E allora si armano di:
cellulare con fotocamera da 10 mpixel
fotocamera digitale
block notes per l’autografo
cartoline con la foto del suddetto
un’orda di cugine e zie da accontentare con un autografo su commissione.
Si muovono spesso a coppie o in tre quando non fanno parte dei temibili fans club.
Eccole catalogate:

LE FANS A COPPIE:
Solitamente sono vestite in modo coordinato, con qualche accessorio di tendenza e ultimamente la terribile stellina glitter pinzata nei capelli.
Sono piuttosto timide.
Arrivano con la digitale che penzola tra le tette che spuntano dalla scollatura dei loro maglioncini o dalle camicette stretch.
Si danno anche la mano.
Si guardano intorno e chiedono all’unisono:
“A che ora arriva?”
Poi al momento dell’incontro col loro adorato cantante/attore/calciatore
si lasciano andare a dichiarazioni hot.
Ho visto due di loro sparire in un corridoio dove dietro l’ultima porta a destra c’era LUI. Quello per cui avevano aspettato due ore cercando di estorcermi ogni tipo di informazione:
- è gay?
- ha la ragazza?
- ma sei la sua ragazza?
- ma com’è?
- è figo?
- è stronzo?
Riaffiorate dal buio del corridoio arrivano stravolte dalla gioia.
“Cosa gli avete chiesto?”
Una di loro mi dice: “Minkia oh, gli ho detto SEI TROPPO FIGO!”
E io: “Ah. E lui?”
“Oh, minkia lui niente era imbarazzato”
Anche un cammello si imbarazzerebbe di fronte a questi complimenti infuocati di ragazzette con l’ormone impazzito.

LE FANS CHE ARRIVANO TRE A TRE

Sono incazzate con tutte le altre che potrebbero arrivare prima di loro.
Sono di solito due carine e una cessa.
Oppure una carina in mezzo a due cessette.
Guardano tutte le altre con aria incazzata e si danno la colpa a vicenda perchè pensano di essere in ritardo.
Di solito si truccano una alla volta mentre l’altra regge lo specchietto e toglie le sbavature dall’occhio dell’amica.
Non fanno molte domande ma sono convinte di sapere se il loro adorato è:
-gay o no
- sposato segretamente o no
- antipatico o no
Di solito poi fanno scena muta davanti a LUI riescono solo a dire al bodyguard di turno: “Ecco devi schiacciare lì”.

LE FANS DEL FANS CLUB

Categoria pericolosissima. Arrivano in gruppi da otto dieci ragazze esperte di modalità per farsi fare la dedica più bella o per riuscire ad accaparrarsi:
- mozziconi di sigaretta
- bic usate dal loro adorato per firmare gli autografi, soprattutto se è stata mordicchiata mentre lui era indeciso sull’h finale di deborahhhh e samantha
- capelli caduti sulla maglia del loro adorato
qualcuna fa attenzione se magari LUI sputa una caramella semi succhiata da qualche parte per raccoglierla
Sanno tutto sul loro adorato. Ne parlano come fosse uno di famiglia.
Quando lo vedono però si limitano a trattenere il respiro con sguardo sognante. Io sono stata molto fan. E mi ricordo che a distanza ravvicinata dal mio idolo io scoppiavo in lacrime. E ai concerti si urlava, si piangeva, si sgomitava per arrivare davanti.
Loro hanno un adorazione composta nei luoghi in cui possono paralare col loro idolo, ai concerti si trasformano. L’esorcista versione integrale.
Urlano. “AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!”
E tu non senti che cosa sta dicendo LUI. Che ti interesserebbe sapere che sta dicendo da tre minuti al microfono invece di cantare.
Ma loro gridano.ù
E quando LUI si avvicina gridano di più.
Ondate di “OOOOOH!” “AAAAAAAAH!”
Ma è quell’ “UUUUUUUUUUUHHH!” che mi dà sui nervi.
E molte di loro sanno tutto di LUI.
Davvero TUTTO.
Ma.
A volte non sanno.
A volte non sanno leggere tra le righe.
Davvero. Basterebbe leggere tra le righe i testi stampati sulle copertine dei cd.
Per capire che a volte non hanno capito un cazzo.
Perchè a volte capita che LUI sia una persona timida e non puoi urlargli “Minkia quanto sei figo!” Mentre ti chiede come ti chiami per l’autografo.
E non te ne deve fregare, cara fanclubbizzata se lui è gay o meno.
Forse se lo fosse non lo venereresti più?
E certe cose sono scritte, nelle righe e tra le righe di molte canzoni.
Parafrasi per fare capire anche a voi, che di Lui spesso non avete capito niente o quasi.
E magari LUI ve lo canta.
Lui un pomeriggio è entrato.
Timido ma sorridente.
Dopo averci chiacchierato mi è venuta voglia di incazzarmi con tutte le persone prevenute.
Una persona incredibilmente semplice e divertente. Ironia e autoironia da vendere. E poi ho letto le righe. E ho letto tra le righe.
E ho provato pena.
Non per Lui e per ciò che c’è tra le righe, ma per loro.
Che non hanno capito.
Un cazzo.

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IL VENDICATORE

7 Febbraio 2007 16 commenti

L’altra sera esco dal lavoro e mi dirigo verso la macchina.
Fortunatamente l’ho trovata subito, visto che la scorsa settimana sono rimasta un quarto d’ora a cercare di capire dove cacchio avessi parcheggiato.
Mi ricordo che una volta al centro commerciale stavo impazzendo. D’estate in uno di quei parcheggi enormi, con l’asfalto che bolle.
Ad un certo punto vedevo le oasi.
Quasi tre quarti d’ora a girare.
Con la musica e gli annunci sugli sconti del detersivo che ronzavano dagli altoparlanti. E i nomi dei bambini che si erano persi e attendevano i genitori nel reparto cibo per cani.
Mi sembrava di impazzire, poi l’ho trovata, la mia macchina bollente con i 40 gradi di agosto sul volante da ustione.
L’altra sera dopo aver trovato la macchina quasi subito, entro, mi tolgo la sciarpa e metto la cintura. Alla mia sinistra c’è un marciapiede.
Passa uno.
Alto, grosso. Con i capelli biondicci e ricci.
Il naso a patata e un’espressione poco, poco raccomandabile.Come se fosse incazzato nero. Con qualcuno.
E camminava deciso.
Ma.
Non è Tutto.
Indossava un camice verde. Di quelli da chirurgo.
Di quelli che si mettono in sala operatoria, che si allacciano dietro.
L’ho guardato anche dallo specchietto. E mi sono anche girata.
Non mi sono sbagliata era davvero vestito così.
Ma perchè?
Senza giacca, faceva freddo…Camminava deciso, una camminata di uno incazzato.
Camminava. Poi non sono più riuscita a vederlo. Gli ho anche fatto una foto col cellulare…Ma non si vede praticamente nulla.
Il giorno dopo ho cercato notizie di omicidi commessi da uomini dall’aria tra l’incazzato e il rincoglionito, vestiti da chirurgo…ma non c’è nulla.
Per strada pensavo:
Chi è?
Dove va?
Cosa ha fatto?
Ma soprattutto, perchè quel cacchio di camice?
L’allegro chirurgo.
Magari ce l’aveva con quelle zoccole acide in divisa che controllano se hai esposto il bigliettino di avvenuto pagamento del parcheggio.
Ma sì, cercava loro.
Vai, corri Allegro Chirurgo! Vendica tutti noi poveracci multati per colpa del dannato bigliettino da esporre sul cruscotto. Vai!
E così ho acceso la macchina e non ci ho più pensato.

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