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Archivio Maggio 2007

CANTA TU

29 Maggio 2007 34 commenti

Mi sono imbattuta in un festival/concorso canoro sfigato.
In tv, su una di quelle tv private che io adoro.
La scenografia era composta da: linoleum blu elettrico per terra con qua e là composizioni floreali finte che fan tanto palcoscenico dell’Ariston.
Ogni tanto passa un cameraman.
La presentatrice ha un paio di jeans strettissimi e ai piedio quelle cazzo di ballerine raso terra. Su ciascuna scarpa una bella margheritona applicata le copre il collo del piede.
Quando si volta per accogliere la cantantA di turno, le esplodono i salsicciotti laterali sotto le chiappe. Quelli che puoi essere anche 42 kg ma se ce li hai te li tieni perchè non vanno via.
Mi ricordo che camminavo e dicevo al malcapitato fidanzato di turno: “Controllo un po’ se c’ho quei salsicciotti laterali!”
E ricordo il mio sosèpirone di sollievo quando dandomi una pacca sul culo mi diceva che no, non ce li avevo.
In studio c’è un pubblico troppo bello per essere vero, per me hanno fatto una ricerca specifica: Siete Trash? venite a fare il pubblico qui.
Signore in canotta tigrata con tette e ciccia strizzate.
Ragazze con i capelli cotonati anni 80 e la frangetta bombata con la lacca.
Eh sì perchè le fighette hanno la frangetta piatta e le ragazze di periferia, quelle vere che comprano la lacca alla Standa hanno la frangetta bombata da vari passaggi di spazzola tonda e phon.
Poi ci sono loro, le concorrenti. La concorrente media di questi concorsi canori hanno in media 25 anni. Alcune sono davvero bruttine e il fatto che la tv non metta a disposizione un truccatore ma facciano tutto loro, non migliora la loro situazioni. Così le varie Tamara Samanthahh Natasha Sharon Jennifer Pamela etc ( ma possibile che si chiamino tutte così?) si sparano il verde sulle palpebre e (orrore) i brillantini sulle guance, oltre all’immancabile rossetto fucsia spalmato anche sui denti.
Alcune hanno il vestito lungo, lunghissimo e sono alte un metro e 35.
Lo indossano con una stola sulle spalle che fa tanto San Remo. Poi ci sono quelle in minigonna con pantacollant incastrato all’altezza del ginocchio che strizza cm di carne che chiede pietà. Stivalate, zeppate, tacco o ballerina hanno sempre lo stesso repertorio, cantato su quelle terrificanti basi midi dei peggiori karaoke. Gli uomini sono tutti lampadatoi con sopracciglia-lombrico sapientemente ridisegnate da estetiste segretamente innamorate di questi aitanti meccanici, muratori, carpentieri e idraulici con la passione del karaoke. Che frequentano ogni sabato locali di karaoke con al seguito fidanzata e compagnia di amici accoppiati. Scendono dalle loro auto pulitissime profumatissime dagli arbre magique ai gusti nauseabondi cocco, passion fruit- fragola e panna ovviamente uno applicato in ciascun sedile perchè se per qualcuno l’omm ha da puzzà la macchina deve profumare tanto da stonarti.
Bravissimi ragazzi tutti, davvero. Tutti uguali.
Quando decidono di partecipare a questi concorsi sfigati cantano i loro cavalli di battaglia del karaoke, quali?
Ma come quali? Cercami o I migliori anni della nostra vita di Zero.
Con aria sognante seguita dagli occhi coi lucciconi delle tettute fidanzate con i colpi di sole sedute tra il pubblico e spesso inquadrate, cantano Avrai di Baglioni, per non parlare dell’intero repertorio di Gigi D’alessio.
A volte si presentano in coppia emuli della nuova coppia D’alessio-Tatangelo e si lanciano in strazianti: “Le domeniche d’agosto quanta neve che cadrààààààààà e il tempo che verràààà il tempo ci sorprenderààààààààà!”
Ovviamente il regista ubriaco aiuta con inquadrature da filmino dei matrimoni anni 70: immagine a specchio, doppie, triple, fumate in disoolvenza.
Le ragazze cantano Laura Pausini. “Io canto” spesso diventa una sfida all’ultimo sangue tra la laringe e il polmone che chiedono pietà.
Poi immancabile Anna Oxa, Un emozione da poco. E quella cazzo di Lara Fàbian, Fabiàn come cazzo si pronuncerà lo sa lei che ha messo le parole sulla musica dell’Adagio di Albinoni (che Dio la perdoni, non sapeva quello che faceva).
Mamme nel pubblico, fazzolettini, crisi di pianto. Oh, pezza di rincoglionita tua figlia non è ostaggio di una gruppo di talebani, sta cantando ai uill ollueis lov iù! Ripigliati!
“Grazie a tutti quelli che applaudiscono per me! E volevo salutare tutti quelli ( o nella variante “A tutti quelli che”) mi conoscono!”
E quella conduttrice che fa le domande e poi non passa il microfono alla cantante di turno col risultato che si sente solo lei che fa “A quanti anni hai iniziato a cantare? ……….AH, che brava!”
Mentre l’altra imbarazzata cerca di allungare il collo per fiatare nel microfono.
Cazzo, io li amo questi programmi.Li adoro. Meglio di qualsiasi altra cosa in tv. W il trash genuino. Quello vero, che sa di arbre magique.

PS Nessun carpentiere,magazziniere, muratore, idraulico è stato considerato indegno o tacitamente offeso in questo post, essendo tra l’altro queste categorie molto apprezzate da Deeva per la loro nota prestanza fisica.

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E’ SEMPRE UN BEL VEDERE

17 Maggio 2007 34 commenti

L’ultima settimana l’ho passata senza il mio Pc che ha deciso di abbandonarmi.
E nonostante gli sforzi di Luke E Ceppo, niente. “Morìu” , così diceva la nonna con i baffi della mia ex amica coi baffi quando leggeva un necrologio.
Chissà, magari me lo recuperano…
Quindi posso scrivere solo dal lavoro ed è difficile perchè oggi è un casino.
Alle 17.00 arriva uno. Cazzo ne so. Un ispanico che ancheggia e ansima. Mah.
Il mio pc è inchiodato e Ceppo dice che io mi scarico pornazzi a tutto andare. Dice che avrò beccato un megavirus.
A proposito di pornazzi. Mi sono fatta una figura di merda allucinante.
Manifestazione importante, fiera internazionale…bla bla bla. Padiglione…bla bla…stand. Il nostro stand.
Io e il mio collega gay, compagno di mille avventure. Lui che viene sbranato con gli occhi dalle ragazze che passano. Lui che mi fa: ” Ammicco un po’?” E io gli dico “Sììì!” E lui fa credere alle tipe che ci sta. Ma è gay. E la ragazza scosciata che lo guarda vogliosa non gli fa nè caldo nè freddo.
Nei momenti morti ci annoiamo e così decidiamo di guardare un po’ di siti. Lui mi propone una visita in un sito di escort. Puttani.
Con foto e tutto.
Siamo appiccicati alo schermo e lanciamo gridolini da checca.
“AaaaaaaH!” ” Guaaardaaa!”
Guardiamo dal monitor della regia.
Dall’altra parte del vetro ci sono altri due monitor.
CI SONO ALTRI DUE MONITOR.
E uno trasmette le immagini che NOI stiamo guardando dall’altra parte.
Dunque, c’era forse una motivazione per tutte le foto che ci scattavano.
La gente che passava dall’altra parte dello stand ci guardava sorridente.
Finito il mio lavoro, tocca a lui.
Me ne vado.
Alle 21.30 mi chiama.
“Amoore!”
“Eh.”
“Te non saaai!!!”
“Cosa?”
“I monitor di là!”
……
………..
E insieme lanciamo un urlo da checca “Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!”
Eh va beh.
E che sarà mai.
Tanto nei siti porno ci vanno tutti.

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OCCHI NEGLI OCCHI

4 Maggio 2007 20 commenti

A volte ripenso a te cara ex amica.
Ripenso a tutti quei caffè, a tutte le parole e ai mille discorsi.
Alle sigarette “smezzate” alle cene improvvisate, arrangiate per continuare a raccontarci tutto.
Ai Gin Tonic bevuti brindando a noi due e basta e fanculo quelli là.
Ripenso alle emergenze in cui mi chiamavi e io correvo da te. A quella volta che ti ho trovata seduta sulle scale di casa con i capelli spettinate e gli occhi gonfi. A quando ti ho incoraggiata. Ripenso alle tue telefonate alle 2 di notte, in cui piangevi incazzata. Pensavo che fossi una grande persona, dopo tutto quello che avevi passato.
Ripenso a quando mi hai detto che sapevi che avresti potuto metterti a novanta e che nonostante questo sapevi che mei e poi mai io avrei potuto mettertele nel culo.
E ridevamo. Era un modo per dirti quanto ti fidavi di me.
“Amore!” Così mi chiamavi. Eravamo due single incazzate col mondo quella sera in cui siamo finite in un locale dove se ti facevi fotografare mentre ti baciavi con qualcuno ti offrivano Cuba Libre, a noi è venuto naturale farci immortalare mentre ci baciavamo. E la gente faceva “uuuuuuuuuuuuh!”
Cazzo, è la mia amica. E’ quella che divide tutto con me. E’ quella che mi ha ascoltata mi ha consigliato, che mi ha consolato, che mi ha sgridata perchè non pensavo a me stessa.
La persona che cucinava per me per tirarmi su il morale, la persona a cui ho fatto regali davvero col cuore.
Eppure…Eppure l’istinto non mente.
C’era qualcosa che non mi quadrava. Qualcosa che mi sfuggiva.
Come in Profondo Rosso. Il protagonista dice al suo amico che c’è qualcosa che gli sta sfuggendo, e l’altro gli risponde “Forse hai visto qualcosa di talmente importante che non te lo ricordi più”.
Io non avevo visto niente. Ma l’istinto, cazzo. Bisogna sempre ascoltarlo.
Il mio istinto sapeva una verità scomoda. Troppo assurda da accettare.
Ed è incredibile come il mio istinto iniziasse a darmi dei segnali.
Ho iniziato a non avere più voglia di raccontarti niente. “Novità?” No. Niente. ho iniziato a essere infastidita dal tuo modo di chiedermi insistentemente “L’hai visto? l’hai sentito?”
Che cazzo insiste, pensavo. Che cazzo chiede.
Mi dava fastidio il tuo viso, mi dava fastidio il tuo piercing sotto il mento, il modo in cui mi parlavi. E una sera ho capito tutto. La causa del mio stare male, malissimo, la causa delle notti in cui pensavo e non capivo, la causa delle mie lacrime delle mie incazzature eri tu.
Un attrice. Da Oscar.
E quando ho scoperto tutto la mia testa girava. E ripensavo alle tue domande “Ma l’ha visto? L’hai sentito? Quando?”
E ripensavo agli abbracci falsi e a dove cazzo eri mentre non mi rispondevi al telefono. Eri lì. Eri dove non dovevi essere. Dove TU non dovevi essere.
Ti ho cercata tutta la sera non rispondevi al telefono poi sono entrata a casa tua. Mi hanno detto “Non c’è.” Si che c’è, e io la devo vedere. Poi ho aperto con forza quella porta e mi hanno fatta entrare. Stavi stirando, con la sigaretta in bocca.
Lo sguardo di tuo fratello che non sapeva niente ha fatto sì che io non ti volassi addosso. La chiave della macchina conficcata nel palmo della mano.
“Ci fumiamo una sigaretta in bagno?”
Hai chiuso a chiave la porta del bagno e ti sei accesa la sigaretta. Lo specchio rifletteva la mia immagine che ti guardava incredula. Tu fumavi tranquilla. Non voglio raccontare i cazzi miei, non voglio spiegare la gravità della cosa che mi hai fatto. Non è stato solo tradire la mia fiducia, c’è ben altro e tu lo sai.
“Da quando? Da quanto?”
“Due mesi” Il tuo sguardo fiero, un mezzo sorriso.
E io sono morta.
Quella sera del Cuba Libre. Troppo forse, perchè ballavo e piangevo, quella sera del bacio fotografato, quella sera in cui mi hai detto “Ce lo meritiamo!” Quella sera, già avevi intaccato quello che era mio.
Quella sera pensavi a ciò che era mio e io non lo sapevo.
Era tutto chiaro. Le gomme della sua macchina le avevi bucate tu. E io a urlare che non era vero e tu a consolarmi “Sto stronzo! Amore vieni ci sono io”.
Il tuo piercing sotto il mento. Mi ci specchiavo non so come e mi rivedevo deformata dalla tua cattiveria, annientata dalla delusione.
E non è vero che in queste occasioni si diventa delle belve.”Sai perchè non ti prendo a calci nel culo? Perchè la vita te ne sta già dando tanti e non ha finito.”
Ho spento la sigaretta e me ne sono andata.

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CHI BEN COMINCIA…

2 Maggio 2007 10 commenti

Il marciapiede della via in cui lavoro (che detto così sa un po’ di passeggiatrice) è pieno di cacca di cane.
Parcheggio dopo un bel po’ di bestemmie finte inventate, quelle che si dicono quando non vuoi bestemmiare ma solo una di quelle frasi dette con enfasi ti potrebbe dare un po’ di ossigeno.
Inizio a camminare facendo il merda-slalom.
Ops. oops. ooops. Cazzo.
Un pezzetto di merda di cane ha sfiorato la mia scarpa lilla. Inorridisco, parte la scena al rallentatore mi fermo e alzo il piede.
Niente. Nessun baffetto di cacca.
Iniziamo bene. Entro “al lavoro” e timbro.
“Merda!” (di cane).
Ho timbrato l’uscita invece dell’entrata.
Poi arriva il mio ex collega che a volte bazzica ancora nei corridoi e inizia a dirmi cose tipo
“Ciao stellina!
” Tesorino!”
“Una donna splendida, sei tu!”
“Fatti dare un morsino come faccio con Pluto il mio cagnolone”
E si avvicina davvero alla mia guancia con i denti.
“Ma…ascoltami…stai bravo.
Lui continua con stellina e tesorino. E a me saltano i nervi. E vuole anche strusciare la sua gunacia sulla mia. Lo fa con tutti. Uomini o donne che siano.
Abita a 100 metri dal posto di lavoro (ex per lui) e…ha un cane.
Ecco secondo me è lui che viene a fare scacazzare il suo cane mentre gli dà i morsini sulle orecchie.
“Che cane hai?”
“Un labrador”
“Ah.” (non hai magari un bel pitbull di quelli che se gli dai un morsino ti staccano l’intestino, vero?
Inizio a capire. E’ lui. E’ lui che porta il cane davanti al portone del lavoro e gli dice di cagare lì.
Mi asciugo la guancia che ha tentato di morsicare e corro in bagno a lavarla col sapone alla vaniglia.
Poi cammino nel corridoio come una spia e appena vedo che si è girato scappo in studio e mi chiudo dentro.
So che inizierebbe a rincorrermi per chiedermi un Daygum.
Poi sento uno strano odore. Guardo per terra e vedo un pezzetto di cacca di cane schiacciata da una scarpa.
E mi piglia una crisi isterica.

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