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Archivio Maggio 2008

ANNA MARIA FRANZONI CONDANNATA A 16 ANNI

21 Maggio 2008 14 commenti

Venti minuti fa la notizia. Sono appassionata di criminologia e seguo il caso Cogne da quando, quella tragica mattina di gennaio, un bimbo di tre anni è stato ammazzato in un modo atroce. "Gli è scoppiata la testa" Sangue dappertutto. La conosciamo tutti quella camera; il lettone di mamma e papà, il luogo più sicuro per un bambino di tre anni. Il luogo che diventa la tua tomba se qualcuno ti colpisce con una rabbia furiosa per diciassette volte sulla testa. La tua tomba se hai tre anni e non ti sai difendere. Le tendine e gli schizzi di sangue, le foto di una famigliola felice macchiate da una furia assassina. Samuele era da solo. La mamma torna subito. La mamma di una famiglia perfetta. La mamma arriva. La mamma, c’è la mamma…ma perchè sei nascosto sotto il piumone? Qualcuno ti ha coperto in un attimo di estrema pietà dopo lo scempio compiuto. Pena per una testolina sfondata dalla follia. O dall’invidia, dicevano. La vicina è pazza, la vicina… è stata lei. Una mamma non può. Una mamma crolla. Una mamma prima o poi confessa. L’ho vista, quella mamma, nel suo giardino, nella sua cucina di una nuova casa, una fortezza a difendere ciò che le era rimasto. Un bimbo nuovo da viziare con i cioccolatini e baci a non finire. Una casetta piena di foto di un bambino morto. Una mamma che piange sempre nello stesso momento: quandodo dice a Irene Pivetti lì per intervistarla, che pensava che queste cose potessero accadere solo agli altri me che…"Invece no… – e le lacrime spezzano la voce – invece no! Perchè può capitare a tutti…." In quel momento ho pensato: Anna Maria Franzoni ha confessato incosapevolmente. "Signora lei piange sempre a questo punto del suo racconto." Perchè è vero. E’ così. Può capitare a tutti che un giorno ti si spenga il cervello. E allora il pianto di tuo figlio, quel suono arrivato da un miracolo che ti ha tolto ogni dolore del parto in un istante, ti sembra ti faccia impazzire, un mattino di gennaio. E quella perfezione che perfetta non è. Ti scava dentro e allora prendi qualcosa. Qualcosasa da quella casa che ti protegge, e la scagli contro la testa di tuo figlio. Una due, dieci, quindici, diciassette volte. Finchè il suo cervello vola sulle tende e sul soffitto. E chiedi aiuto e chiami l’ambulanza e non ti ricordi il numero civico di casa tua…e dici alla segretaria di tuo marito che tuo figlio è morto. E poi chiedi a tuo marito di farne un altro. E’ orrore. Ma può succedere. E dicono che sei perfetta fuori ma che la biancheria che avevi addosso non era perfettamente linda. Sei sporca dentro, deducono. Una mamma può spaccare la testa a suo figlio. Mettiamocelo in testa. Se Anna Maria Franzoni ha massacrato suo figlio, è una grande attrice. Se lo ha fatto e non se la ricorda, questo fa ancora più orrore. Lo abbiamo detto già da tempo, siamo stati tutti giudici: "é lei…i suoi la coprono" Una mamma può sbriciolare la testa al suo bimbo per rabbia…perchè sotto sotto è pazza. E allora, Anna Maria, preparati. Stanno venendo a prenderti. Mi sembra di sentire la tua voce che miagola i nomi dei tuoi cari. E non c’è più pietà, è finita. Una famiglia distrutta due volte. Ma. Se quel giorno non sei stata tu…Se quel giorno qualcuno ti ha preceduta…SE è vero che qualcuno ha ammazzato un bimbo di tre anni con quella furia, se davvero ti si è aperto davanti agli occhi il sipario della morte iniqua di tuo figlio, mentre sollevavi il piumone per fargli cucù, Anna Maria perdonaci se ti abbiamo contribuito tutti a sfasciarti la vita con la nostra giurisprudenza da due soldi. E preghiamo, perchè c’è un folle libero, perchè potrebbe capitare anche a noi, entrando in casa nostra, di trovare l’orrore a farci cucù.