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Archivio Giugno 2008

SORPRESA NOTTURNA NEL PORTONE DI CASA

5 Giugno 2008 10 commenti

Ieri sera arrivo a casa alle 2.30. Ovviamente piove. Mentre parcheggio guardo nello specchietto retrovisore il mio portone. Poi guardo a sinistra per vedere se rischio di fare la fiancata alla macchina vicino alla mia scendendo. Tutto ok.
Ma.
Non è vero che è proprio tutto ok. C’è qualcosa che mi sfugge. Qualcosa che c’è ma non dovrebbe esserci. Cosa ho visto nello specchietto retrovisore?
Nel mio portone, dove tra poco dovrò entrare per salire a casa c’è uno. Disteso sulle scale. Oddio un omicidio, pensa subito la mia mente contorta. Ma no, mi dico. E dov’è il sangue? E dov’è Silvia Vada di Studio Aperto? Oddio uno che sta male. Scendo dalla macchina senza ombrello, e in pochi secondi sono pronta per una scena da thriller: tutti i capelli bagnati, il trucco sbavato. Mi avvicino perché mi sento molto crocerossina. Poi mi fermo, anzi mi inchiodo. Una voce mi dice: “ma tu ti fidi ad avvicinarti? Lo guardo meglio. Non sembra accasciatosi a terra, tant’è che a appeso l’ombrello al corrimano di marmo della scala. Mi blocco perché ho paura che mi veda. Inizio ad immaginare la scena di Tenebre di Dario Argento. La tizia che arriva a casa (in pieno giorno) e scappa terrorizzata perché un barbone la importuna. Allora corre, entra nel portone di casa, entra nel suo appartamento e si sente al sicuro. Invece lì dentro c’è uno psicopatico che la farà a fettine con un rasoio. No, dai smettila. Mi parlo da sola. Mi dico: Cerca solo di capire se è vivo, se respira. Mi avvicino al portone. All’improvviso, questo ad un certo punto si muove. Mi piglia un colpo. E scappo in macchina. Mi chiudo dentro. Inizio a scrivere un sms al mio ragazzo che ho salutato da poco e al quale avevo fatto lo squillo per fargli capire che ero arrivata, al sicuro. Ma no, non voglio farlo preoccupare. E allora che faccio? Passo la notte in macchina? Di entrare nel portone non se ne parla. Vado a suonare alla mia amica Veronica? Chiama sora mia? Ma no. Chiamo il 112.
Dopo innumerevoli squilli mi rispondono. “Senta io ecco sono qua sotto casa mia a *** e c’è uno che…” Il carabiniere mi blocca “La metto in contatto con i colleghi del comando di zona” Mi risponde un altro carabiniere, rispiego tutto. Questo mi dice che manderà una pattuglia da ***, perché nel mio ridente paesini, siccome non succede mai niente di che, ce l’abbiamo la caserma dei carabinieri ma la notte chiude.
Insomma mi mandano questi da 20 km di distanza e io sto come una stronza in macchina 20 minuti. Intanto il tizio cambia posizione, io ho paura, di che non lo so, visto che sono chiusa in macchina. Ad un certo punto si alza, barcolla, mi guarda. MI VEDE. Cerca di capire se ha visto bene. SE davanti al portone, in quella macchina c’è una persona. Mi vede. Mi ha vista, si alza di scatto ma perde l’equilibrio e io accendo la macchina e sgommo che manco Bo & Luke.
Lui esce. Io mi fermo e lo guardo. Oddio, lui mi ha vista. Adesso arrivano i carabinieri e lui capirà che li ho chiamati io. E allora una di queste sere tornerà con la lama di un rasoio, come in Tenebre. Ma che cazzo. E adesso? Arrivano i carabinieri. Faccio i fari apro il finestrino mi sbraccio. “Dica.”
Vi ho chiamati io…mi chiedono il documento. Io nel frattempo avevo girato anche il video del tizio nel portone, visto che il carabiniere al telefono aveva sbuffato dicendo che mandava qualcuno (avrà pensato, guarda sta paranoica rompicoglioni), ho pensato, se quello se ne va almeno gli faccio vedere che non sono una mitomane.
Insomma intanto questo è uscito. Io l’ho indicato, è lui.
Mi hanno ringraziata e mi hanno detto “ha fatto bene a non entrare, non si sa mai.”
Ma dai?!
Insomma, tra i miei pensieri da criminologo, tra una cazzata e l’altra alle 3.30 sono riuscita a salire a casa. E speriamo che il tizio fosse troppo ubriaco per capire che sono stata io a chiamare i carabinieri, che lo hanno fatto accomodare nella loro macchina…di più…non so.

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