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Archivio Giugno 2009

NON TI E’ SERVITO A UN CAZZO, MICHAEL.

26 Giugno 2009 22 commenti

E adesso “Povero Michael”. Uno degli uomini più invidiati della terra. Uno degli uomini più ricchi della terra, almeno fino a qualche anno fa…Il Re del pop. Quello matto che si era voluto sbiancare. In realtà non era così matto: provate voi ad essere neri e a soffrire di vitiligine: la pelle ti si macchia, macchie e macchie bianche. E tu sei nero. E se sei ricco, una soluzione c’è, ti sbianchi tutto. Diranno che sei matto ma nello specchio non vedi un mostro. Il bambino che a 5 anni cantava coi suoi fratelli. “I sing and dance since the age of 5 so i ‘ve never had an ordinary life”. Mai avuto una vita normale. E tuo padre ti scassa a cinghiate se non canti il pezzo per bene o se non ricordi la coreografia. Avevo registrato anni fa un documentario su Michael Jackson. mi aveva fatto una tristezza infinita. Sembrava un bambino. Raccontava di quelle cinghiate, dell’infanzia nei Jackson Five, del tempo mai passato a giocare con i bambini normali. E allora si era costruito una villa dei divrtimenti. un luogo magico per scappare dai grandi e rimanere bambino. Rubinetti d’oro, quadri antichi tappeti, un trono, statue…e poi la SUA camera da letto. Sconvolta guardavo quel letto anonimo, di legno scuro, quei muri vuoti e bianchi, la tenda bianca alla finestra. E quello stereo a cassette che non valeva un cazzo su un comodino. Dicevano che ci dormisse con i bambini nel letto, con i suoi amichetti. POi uno di loro, lo ha denunciato per molestie. Chi ha letto bene le cronache sa che quel ragazzino e i suoi merdosi genitori avevavo tentato di denunciare anceh un attore di telefilm americano…Insomma, il bimbetto bazzicava tra i vip, aveva fatto qualche comparsata e allora fottiamo Michael jackson The King Of Pop. Roviniamolo e ciucciamogli i soldi i la dignità. In quel documentario cullava il suo bambino come un bambino di 5 anni cullerebbe il suo bambolotto che piange. “I love you, please don’t cry i love you”. Che effetto. Non sopportava il pianto di suo figlio, la sua espressione era addolorata, lo supplicava di non piangere dicendogli che lo amava. Uno degli uomini più ricchi del mondo che diventa un bambino che nonsa nemmeno cullare il suo bambino. E ora mette tristezza lo speciale su MTV. Mi mette tristezza immaginarlo che si sente male, e qualcuno lo appoggia su quel letto bianco e anonimo, e di là i rubinetti d’oro che non ti sono serviti a un cazzo Michael, come lo stereo a cassette che avevi sul comò.

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IO MI PREOCCUPO.

10 Giugno 2009 105 commenti

Io mi preoccupo.
Mi preoccupo sempre.
Mi preoccupo per tutti.
Mi si presenta una determinata situazione, in cui magari una persona a  me cara è coinvolta?
Bene. Io inizio a preoccuparmi.
"E se…e ma…però se…..metti che….Oddio pensa se….Ma non è che poi…."
Ecco La girandola della preoccupazione inizia a far roteare il mio cervello attorno agli eventi più improbabili e catastrofici. Roba che neanche Real Tv.
Vado via da casa di Roxi e a metà strada, verso casa, penso: "Ma stasera Roxi chiuderà bene il gas?" E inizio a pensare che forse dovrei almeno mandarle un sms per ricordarglielo.
Qualcuno non mi risponde al telefono?
Inizio ad immaginare le possibili spiegazioni della mancata risposta che, badate bene, non sono: "E’ al cesso", "Non sente il cellulare", "E’ in riunione", "Ha la mani impegnate", "Non ha voglia di rispondere"…ma:
"Gli è preso un colpo.", "Non rispondono neanche a casa, saranno morti tutti". "Sarà stata rapinata (o rapita)."
I pensieri più drastici, folli, contorti mi vengono in mente all’improvviso in ordine di gravità crescente. E certi sono talmente allucinanti che mi vergogno a scriverli.
Sarà che una volta ho chiamato una persona e invece della sua voce, ho sentito quella di una sadica che mi dopo avermi informata anche un po’ scocciata, che alla persona che cercavo stavano facendo una tac perchè era in fin di vita, ha riattaccato e ha spento quel cellulare senza daggiungere altro.
Il tatto dei medici è pari alla grazia di un rinoceronte zoppo.
Sarà per questo ma io mi preoccupo.
Sempre, troppo.
E’ sera e un’ ‘amica è in ritardo? L’avranno violentata e fatta a pezzi in un cassonetto in periferia. Chiamo casa di amici e non risponde nessuno? La palazzina è saltata col gas.
E’ occupato? C’è una banda di rapinatori che ha staccato i fili e tiene tutti in ostaggio.
Io però non faccio preoccupare mai nessuno.
Vuol dire che io voglio più bene agli altri e gli altri se ne sbattono un po’?

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