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RICORDIAMOLO COSI’

6 Settembre 2008 3 commenti

Ha vinto il leone d’oro. Il film interpretato da Mickey Rourke che racconta "l’umana storia di un wrestler" ha vinto. Vedere Mickey Rourke, il sogno erotico di una intera generazione, quella che delle ragazzine che affittavano di nascosto "Nove settimane e mezzo" (altro che Scamarcio) ridotto come un qualsiasi ubriacone ciccione e depresso mi ha fatta restare di cacca.

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NON SIAMO PIU’ 17ENNI

6 Settembre 2008 17 commenti

La casa di Roxi l’Amica Strana, è al terzo piano, mi pare. Non me lo ricordo bene perchè non c’è l’ascensore e vado su a piedi. Mi piace la casa di Roxi, è uno di quei palazzi anche un po’ da ricchi secondo me. Quando eravamo adolosecenti e lei stava dai suoi mi diceva che quando diventava grande e i sardi se ne andavano lei andava a vivere là. I sardi erano in affitto, e un giorno se ne sono andati. la casa di Roxi è la casa delle Cene Strane. Solo che a volte la Nina, ribattezzata Sugar dopo un semi esaurimento a causa di iperlavoro e Lenticchia ci tirano pacco, ci fanno il bidone. Insomma ci ritroviamo io e Roxi sole col gatto. E allora ci mandiamo sms del tipo: "Ma che facciamo, facciamo lo stesso io e te?" E io: "Ma il gatto c’è?" E lei: "Sì, sì."

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SANREMO 10 AGOSTO 2007: PERCHE’ NON ACCADA MAI PIU’.

9 Agosto 2008 24 commenti

SORPRESA NOTTURNA NEL PORTONE DI CASA

5 Giugno 2008 10 commenti

Ieri sera arrivo a casa alle 2.30. Ovviamente piove. Mentre parcheggio guardo nello specchietto retrovisore il mio portone. Poi guardo a sinistra per vedere se rischio di fare la fiancata alla macchina vicino alla mia scendendo. Tutto ok.
Ma.
Non è vero che è proprio tutto ok. C’è qualcosa che mi sfugge. Qualcosa che c’è ma non dovrebbe esserci. Cosa ho visto nello specchietto retrovisore?
Nel mio portone, dove tra poco dovrò entrare per salire a casa c’è uno. Disteso sulle scale. Oddio un omicidio, pensa subito la mia mente contorta. Ma no, mi dico. E dov’è il sangue? E dov’è Silvia Vada di Studio Aperto? Oddio uno che sta male. Scendo dalla macchina senza ombrello, e in pochi secondi sono pronta per una scena da thriller: tutti i capelli bagnati, il trucco sbavato. Mi avvicino perché mi sento molto crocerossina. Poi mi fermo, anzi mi inchiodo. Una voce mi dice: “ma tu ti fidi ad avvicinarti? Lo guardo meglio. Non sembra accasciatosi a terra, tant’è che a appeso l’ombrello al corrimano di marmo della scala. Mi blocco perché ho paura che mi veda. Inizio ad immaginare la scena di Tenebre di Dario Argento. La tizia che arriva a casa (in pieno giorno) e scappa terrorizzata perché un barbone la importuna. Allora corre, entra nel portone di casa, entra nel suo appartamento e si sente al sicuro. Invece lì dentro c’è uno psicopatico che la farà a fettine con un rasoio. No, dai smettila. Mi parlo da sola. Mi dico: Cerca solo di capire se è vivo, se respira. Mi avvicino al portone. All’improvviso, questo ad un certo punto si muove. Mi piglia un colpo. E scappo in macchina. Mi chiudo dentro. Inizio a scrivere un sms al mio ragazzo che ho salutato da poco e al quale avevo fatto lo squillo per fargli capire che ero arrivata, al sicuro. Ma no, non voglio farlo preoccupare. E allora che faccio? Passo la notte in macchina? Di entrare nel portone non se ne parla. Vado a suonare alla mia amica Veronica? Chiama sora mia? Ma no. Chiamo il 112.
Dopo innumerevoli squilli mi rispondono. “Senta io ecco sono qua sotto casa mia a *** e c’è uno che…” Il carabiniere mi blocca “La metto in contatto con i colleghi del comando di zona” Mi risponde un altro carabiniere, rispiego tutto. Questo mi dice che manderà una pattuglia da ***, perché nel mio ridente paesini, siccome non succede mai niente di che, ce l’abbiamo la caserma dei carabinieri ma la notte chiude.
Insomma mi mandano questi da 20 km di distanza e io sto come una stronza in macchina 20 minuti. Intanto il tizio cambia posizione, io ho paura, di che non lo so, visto che sono chiusa in macchina. Ad un certo punto si alza, barcolla, mi guarda. MI VEDE. Cerca di capire se ha visto bene. SE davanti al portone, in quella macchina c’è una persona. Mi vede. Mi ha vista, si alza di scatto ma perde l’equilibrio e io accendo la macchina e sgommo che manco Bo & Luke.
Lui esce. Io mi fermo e lo guardo. Oddio, lui mi ha vista. Adesso arrivano i carabinieri e lui capirà che li ho chiamati io. E allora una di queste sere tornerà con la lama di un rasoio, come in Tenebre. Ma che cazzo. E adesso? Arrivano i carabinieri. Faccio i fari apro il finestrino mi sbraccio. “Dica.”
Vi ho chiamati io…mi chiedono il documento. Io nel frattempo avevo girato anche il video del tizio nel portone, visto che il carabiniere al telefono aveva sbuffato dicendo che mandava qualcuno (avrà pensato, guarda sta paranoica rompicoglioni), ho pensato, se quello se ne va almeno gli faccio vedere che non sono una mitomane.
Insomma intanto questo è uscito. Io l’ho indicato, è lui.
Mi hanno ringraziata e mi hanno detto “ha fatto bene a non entrare, non si sa mai.”
Ma dai?!
Insomma, tra i miei pensieri da criminologo, tra una cazzata e l’altra alle 3.30 sono riuscita a salire a casa. E speriamo che il tizio fosse troppo ubriaco per capire che sono stata io a chiamare i carabinieri, che lo hanno fatto accomodare nella loro macchina…di più…non so.

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ANNA MARIA FRANZONI CONDANNATA A 16 ANNI

21 Maggio 2008 14 commenti

Venti minuti fa la notizia. Sono appassionata di criminologia e seguo il caso Cogne da quando, quella tragica mattina di gennaio, un bimbo di tre anni è stato ammazzato in un modo atroce. "Gli è scoppiata la testa" Sangue dappertutto. La conosciamo tutti quella camera; il lettone di mamma e papà, il luogo più sicuro per un bambino di tre anni. Il luogo che diventa la tua tomba se qualcuno ti colpisce con una rabbia furiosa per diciassette volte sulla testa. La tua tomba se hai tre anni e non ti sai difendere. Le tendine e gli schizzi di sangue, le foto di una famigliola felice macchiate da una furia assassina. Samuele era da solo. La mamma torna subito. La mamma di una famiglia perfetta. La mamma arriva. La mamma, c’è la mamma…ma perchè sei nascosto sotto il piumone? Qualcuno ti ha coperto in un attimo di estrema pietà dopo lo scempio compiuto. Pena per una testolina sfondata dalla follia. O dall’invidia, dicevano. La vicina è pazza, la vicina… è stata lei. Una mamma non può. Una mamma crolla. Una mamma prima o poi confessa. L’ho vista, quella mamma, nel suo giardino, nella sua cucina di una nuova casa, una fortezza a difendere ciò che le era rimasto. Un bimbo nuovo da viziare con i cioccolatini e baci a non finire. Una casetta piena di foto di un bambino morto. Una mamma che piange sempre nello stesso momento: quandodo dice a Irene Pivetti lì per intervistarla, che pensava che queste cose potessero accadere solo agli altri me che…"Invece no… – e le lacrime spezzano la voce – invece no! Perchè può capitare a tutti…." In quel momento ho pensato: Anna Maria Franzoni ha confessato incosapevolmente. "Signora lei piange sempre a questo punto del suo racconto." Perchè è vero. E’ così. Può capitare a tutti che un giorno ti si spenga il cervello. E allora il pianto di tuo figlio, quel suono arrivato da un miracolo che ti ha tolto ogni dolore del parto in un istante, ti sembra ti faccia impazzire, un mattino di gennaio. E quella perfezione che perfetta non è. Ti scava dentro e allora prendi qualcosa. Qualcosasa da quella casa che ti protegge, e la scagli contro la testa di tuo figlio. Una due, dieci, quindici, diciassette volte. Finchè il suo cervello vola sulle tende e sul soffitto. E chiedi aiuto e chiami l’ambulanza e non ti ricordi il numero civico di casa tua…e dici alla segretaria di tuo marito che tuo figlio è morto. E poi chiedi a tuo marito di farne un altro. E’ orrore. Ma può succedere. E dicono che sei perfetta fuori ma che la biancheria che avevi addosso non era perfettamente linda. Sei sporca dentro, deducono. Una mamma può spaccare la testa a suo figlio. Mettiamocelo in testa. Se Anna Maria Franzoni ha massacrato suo figlio, è una grande attrice. Se lo ha fatto e non se la ricorda, questo fa ancora più orrore. Lo abbiamo detto già da tempo, siamo stati tutti giudici: "é lei…i suoi la coprono" Una mamma può sbriciolare la testa al suo bimbo per rabbia…perchè sotto sotto è pazza. E allora, Anna Maria, preparati. Stanno venendo a prenderti. Mi sembra di sentire la tua voce che miagola i nomi dei tuoi cari. E non c’è più pietà, è finita. Una famiglia distrutta due volte. Ma. Se quel giorno non sei stata tu…Se quel giorno qualcuno ti ha preceduta…SE è vero che qualcuno ha ammazzato un bimbo di tre anni con quella furia, se davvero ti si è aperto davanti agli occhi il sipario della morte iniqua di tuo figlio, mentre sollevavi il piumone per fargli cucù, Anna Maria perdonaci se ti abbiamo contribuito tutti a sfasciarti la vita con la nostra giurisprudenza da due soldi. E preghiamo, perchè c’è un folle libero, perchè potrebbe capitare anche a noi, entrando in casa nostra, di trovare l’orrore a farci cucù.

FERMATE QUESTO PULLMAN VOGLIO SCAPPARE

4 Aprile 2008 19 commenti

Prendere il pullman ogni giorno è diventato un ottimo passatempo per cercare di comprendere meglio le persone e quanto certe pesone siano incomprensibili.

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UN CASO SCONCERTANTE

28 Febbraio 2008 21 commenti

Stamattina mi è venuta una sincope, un colpo, uno sCiopone dite come vi pare.

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AMICHE,CENE, BILANCE E IMPIEGATI

6 Febbraio 2008 31 commenti

Ma come fa la gente a leggere sul pullman? Oggi ho provato. No, non mi sono portata un libro, ho provato a leggere tre righe del libro che stava leggendo la tizia vicino a me. Volevo mettermi ad urlare, cazzo. Ma come ci riuscite? Mi veniva da vomitare.Vedevo le lettere ballonzolare e mi faceva davvero schifo. Una sensazione di panico. Poi mi sono concentrata per non vomitare addosso a lei e al suo libro.

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DI ZOCCOLE E TELEPATIA

18 Gennaio 2008 18 commenti

Stanotte ho sognato topi. Topi ovunque. E c’era Ludovica, la mia amica animalista che mentre io cercavo di farli uscire, diceva che però quelli piccoli erano così carini.

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RIFLESSIONI NATALIZIE

14 Dicembre 2007 28 commenti
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